Rapina e violenza sessuale sulla commessa, arrestato a Verdellino

Si tratta di un 29enne di origini africane residente a Verdellino. Già arrestato per lo stesso crimine.

Rapina e violenza sessuale sulla commessa, arrestato a Verdellino
Treviglio città, 29 Luglio 2019 ore 15:37

I Carabinieri hanno arrestato per rapina e violenza sessuale un 29enne senegalese residente a Verdellino. L’uomo, di fatto senza fissa dimora, si è introdotto in un negozio di Osio Sotto, lo ha rapinato e ha violentato la commessa. Era già stato arrestato per violenza sessuale nel 2014.

Rapina e violenza sessuale

Era la tarda serata del 7 giugno.2019, quando  un uomo si è introdotto in un negozio rapinandolo e violentando la commessa.  La vittima, una donna 27enne, ha da subito descritto con estrema lucidità le fasi della violenza fornendo un’accurata descrizione dell’autore dell’efferato delitto indicandolo come un soggetto africano (con la pelle scura). L’autore con la minaccia di un coltello si è fatto consegnare inizialmente la somma di 200 euro circa dopodichè dopo aver strattonata e colpito con schiaffi e pugni la commessa, l’ha costretta a subire atti sessuali
trattenendola a terra e consumando un rapporto completo.

Le indagini

I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Treviglio, immediatamente intervenuti sul posto dopo un accurato sopralluogo hanno individuato e repertato tracce di materiale biologico di pertinenza dell’autore del fatto, e hanno sequestrato gli indumenti della vittima per le successive analisi comparative che venivano effettuate presso il RIS di Parma.
La donna è stata visitata in ospedale e dal referto medico e dalle ulteriori attività svolte sono emersi precisi riscontri in merito alla violenza subita (presenza di spermatozoi nei tamponi vaginali). A questo punto i carabinieri hanno fatto visionare alla persona offesa un fascicolo fotografico predisposto con alcune fotografie tra le quali venivano inseriti pregiudicati con precedenti specifici per tale tipologia di reato.

Il colpevole, pregiudicato

La donna ha riconosciuto con attendibilità dell’80% Diop Moustapha, un cittadino senegalese, classe 1990, residente in Verdellino (BG), ma di fatto senza fissa dimora, quale autore della violenza in suo danno. DIOP Moustapha, nel mese di aprile 2014, era già stato tratto in arresto dal personale della Stazione Carabinieri di Osio Sotto per violenza sessuale ai danni di una donna, reato commesso proprio nel comune di Osio Sotto  nel parcheggio adiacente al supermercato “Carrefour” distante qualche centinaia di metri dal luogo, reato per il quale aveva riportato una condanna definitiva di anni 1 e mesi 2 di reclusione. Subito è partita la caccia all’uomo ma il senegalese si era reso irreperibile. Secondo i genitori si era recato in Spagna. Le puntigliose indagini di Polizia Giudiziaria svolte dai Carabinieri sia con servizi di osservazione che con attività tecnica (intercettazioni telefoniche), hanno però dimostrato  che Diop Moustapha si era effettivamente allontanato dalla propria abitazione, ma di fatto era rimasto nella zona gravitando nell’area dei comuni di Verdellino e di Osio Sotto . La localizzazione dello stesso era comunque difficoltosa, essendo lo stesso di fatto senza fissa dimora.

Aggressione a una prostituta

Nel frattempo, un ulteriore episodio di violenza è stato denunciato dopo circa una settimana. In data 13.06.2019, una prostituta di nazionalità lituana, ha denunciato una tentata violenza sessuale avvenuta sempre in Osio Sotto, ad opera sempre di un cittadino di origine africana con il volto travisato. La donna nella circostanza si trovava con un cliente, ed era stata aggredita da un soggetto nordafricano il quale
inizialmente aveva tentato di strappare un marsupio del cliente che riusciva ad allontanarsi. Subito dopo l’autore del delitto si era avventato sulla donna tentando di abusare della stessa. La resistenza e le urla della prostituta hanno provocato l’intervento di un passante che ha fatto allontanare l’aggressore. In soccorso della vittima è accorsa anche un’amica prostituta, che si trovava nei pressi, la quale ha chiamato il 112 richiedendo l’intervento dei Carabinieri.

Altre aggressioni mai denunciate

La testimonianza raccolta da quest’ultima prostituta, di nazionalità romena, è risultata di fondamentale importanza in quanto ha portato alla luce un analogo episodio criminoso verificatosi nel mese di novembre 2018 e mai denunciato. La donna ha dichiarato che nel mese di novembre del 2018 era stata aggredita da un soggetto africano, che si era introdotto nell’auto ove si trovava appartata con un cliente. L’extracomunitario dopo aver sfilato le chiavi dal cruscotto, si era fatto consegnare tutto il denaro contenuto nel portafogli del cliente, dopodichè aveva aggredito la donna tentando di impossessarsi del denaro e della borsa della stessa. La donna, dopo essersi rifugiata sui sedili posteriori, era riuscita successivamente a scendere dal veicolo e ad allontanarsi. Quando l’amica è stata aggredita la donna ha denunciato anche questo episodio, individuando in un fascicolo fotografico proprio Diop Moustapha.

Arrestato a Verdellino

In data 25.06.2019, alla luce dei gravi indizi di colpevolezza raccolti, la Procura della Repubblica di Bergamo tramite il  P.M. dott.ssa Laura Cocucci, ha emesso un decreto di Fermo a carico di Diop Moustapha (convalidato dalG.I.P. il 27.06.2019), il quale veniva localizzato in Verdellino nella stessa giornata e successivamente tradotto presso il carcere di Bergamo,. Ulteriori prove a carico di Diop Moustapha sono emerse a seguito dell’incidente probatorio effettuato in data 10.07.2019 dal GIP del Tribunale di Bergamo. Le due vittime, oltre a ricostruire dettagliatamente gli episodi criminosi, in sede di ricognizione di persona hanno riconosciuto l’autore in Diop Moustapha.
I recenti esiti degli accertamenti biologici effettuati dal Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Parma hanno attribuito la responsabilità del grave evento delittuoso (rapina e violenza sessuale compiuta in data 07.06.2019) a Diop Moustapha. Infatti il materiale biologico repertato nella circostanza, risulta perfettamente compatibile con il DNA attribuito all’indagato, e prelevato mediante un tampone
salivare.

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