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Quando il rugby è sinonimo di inclusione sociale

L’idea di base è molto semplice. Si tratta di formare una squadra di rugby, composta solitamente da 15 elementi, all’interno della quale giocheranno 7 ragazzi con disabilità e 8 ragazzi normodotati.

Quando il rugby è sinonimo di inclusione sociale
Romanese, 21 Agosto 2018 ore 14:10

Non solo forza e impeto. Il rugby è tanto altro. Per lo più solidarietà e assistenza. Ecco perché l’associazione "All Inclusive Sport" ha deciso di dare vita ad un progetto di inclusione sociale, chimato "Mixability", dove il protagonista è proprio il pallone ovale.

Rugby e inclusione sociale

In collaborazione con l’"Orobic Rugby Club" di Urgnano, l’associazione romanese guidata da Mattia Aceti da aprile ha avviato un progetto che mette al centro l’inclusione e la partecipazione. Questo è l’unico caso nella Bergamasca, il secondo nella Lombardia e il nono iN Italia. Dunque un’idea ambiziosa e pionIeristica che è appena nata e vuole spiccare il volo.

Mixability

L’idea di base è molto semplice. Si tratta di formare una squadra di rugby, composta solitamente da 15 elementi, all’interno della quale giocheranno 7 ragazzi con disabilità e 8 ragazzi normodotati, i quali interagiranno tra loro, durante la partita. Un modo semplice ed efficace, che unisce l’aspetto sociale a quello prettamente ludico.

Leggi l'intervista compleata a Mattia Aceti sul numero che uscirà in edicola venerdì 24 agosto

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