Cronaca
Spino

Quando Giovanni Garnieri portava Facchetti a Spino

Il fondatore della società di calcio di Spino d'Adda si è spento questa settimana a 87 anni.

Quando Giovanni Garnieri portava Facchetti a Spino
Cronaca Cremasco, 08 Dicembre 2022 ore 15:10

Si è spento domenica a 87 anni a Spino Giovanni Garnieri, primo storico presidente per 14 anni della USD Spinese Oratorio, ed ex consigliere comunale. Un lutto che ha scosso tutta la comunità e soprattutto gli sportivi.

L'ultimo saluto a Giovanni Garnieri

Martedì sono stati tanti gli spinesi che hanno partecipato alle esequie di Garnieri, che lascia la moglie Luigia, la sorella Giovanna e i quattro figli Silvio, Corrado, Massimo e Chiara. Sui social molti i messaggi di cordoglio, primo fra tutti quello della Spinese Oratorio, che ha scritto parole di grande stima e affetto.

"Tra gli sportivi locali erano ben note la passione, le doti umane e le qualità morali, lo spirito d’iniziativa e l’irruenza trascinatrice di Giovanni Garnieri e non fu certo difficile associarlo all’impresa. Se ad altri si può attribuire la paternità ideale della Spinese, la paternità affettiva o comunque la patria potestà spetta senz’ombra di dubbio a lui. Ciao Giovanni, grazie. Con affetto, tutto il mondo USD Spinese Oratorio".

Fondò la Spinese nel 1975

Contraddistinto dal suo spirito sportivo, infatti, nel 1975 riunì un gruppo di appassionati spinesi con l’obiettivo di iscrivere la squadra a un campionato di calcio. L’unica possibilità di giocare era rappresentata dall’Under 21 di Lodi. Erano necessari fondi e una società e così con l’aiuto di don Pietro Cazzamali raccolse la quota di iscrizione e fondò in pochissimi giorni l’Unione Sportiva Spinese Oratorio. La neonata società negli anni successivi crebbe a dismisura, tant’è che nel 1982 venne costruito lo stadio che tutt’ora è attivo, e venne fondata la US Spinese Ciclismo.

Amico di Giacinto Facchetti

Cruciale nella vita di Giovanni fu l’amicizia con il trevigliese Giacinto Facchetti, marito della sorella Giovanna e capitano della Nazionale, nonché campione dell’Inter. Facchetti divenne una presenza fissa agli aventi della società e fu un esempio da seguire per tutti i giovani.

"Ricordo come se fosse ieri - ha raccontato Gilberto Goi, compagno di classe e amico del figlio Silvio - Giovanni era un uomo tutto d’un pezzo, non si fermava mai davanti a nulla. In quinta elementare ha invitato Facchetti nella nostra classe, un giorno memorabile per tutti noi bambini".

Sport e beneficenza

"Oltre che nello sport, Giovanni era impegnato molto anche nel sociale - ha ricordato Valerio Morigi, amico e collega sia nella Spinese che in sala consiliare - ha collaborato moltissimo con l’oratorio e con il Comitato anziani. Insieme al sacerdote congolese che tutti chiamavano don Beniamino ha dato una mano nella costruzione di un’azienda agricola in Africa, nel Togo, per sostenere la comunità locale, fornendo attrezzature e pezzi di ricambio per macchinari agricoli. Una persona incredibilmente generosa".

"Mio papà era un uomo caparbio con sani principi - ha raccontato il figlio Massimo - Mi ha trasmesso il suo sconfinato amore per lo sport e sono entrato nella Spinese per merito suo. Oltre che presidente, lavorava come rappresentante della Motta ed era solito regalare generi alimentari alle persone bisognose. Ha improntato la sua vita sull’aiuto del prossimo e sull’insegnamento di educazione e rispetto ai giovani".

Il feretro riposa nel cimitero cittadino.

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