Cronaca
Lo studio di Ats Bergamo

Pronto soccorso, accessi a livello pre-pandemia, ma nessun assalto dei pazienti senza medico

Analizzate, in particolare, le correlazioni con il caldo estremo registrato quest'estate e con la mancanza di medici di base in bergamasca.

Pronto soccorso, accessi a livello pre-pandemia, ma nessun assalto dei pazienti senza medico
Cronaca Bergamo e hinterland, 12 Agosto 2022 ore 10:30

Gli accessi ai Pronto soccorso della provincia di Bergamo tornano ai livelli pre-pandemici con tutti i problemi del caso partendo proprio dal sovraffollamento. Dall'analisi, proposta da Ats Bergamo, attraverso il Servizio epidemiologico aziendale, non sono emerse correlazioni importanti né con il caldo record di questa estate né con il Covid.

L'estate rovente dei Pronto soccorso

Il monitoraggio attivato da Ats riguarda, in particolare, il mese di luglio e la prima settimana di agosto e ha esplorato tre tematiche principali relativi agli accessi nei Pronto soccorso della provincia:

  • il trend attuale (rispetto al dato storico) della quantità accessi e dello stato di affollamento
  • l'analisi dell’impatto della temperatura metereologica (heat wave) sugli accessi in PS
  • l'analisi dell’eventuale impatto sui PS della presenza di 21mila assisti "orfani" di medico di medicina generale

Accesi al Pronto soccorso come prima della pandemia

I risultati hanno evidenziato come il trend attuale di accessi ai Pronto soccorso appare sovrapponibile a quello del 2021 e rappresenta sostanzialmente un ritorno ai valori storici pre-pandemici. La situazione maggiormente critica, in termini di quantità di accessi e di stato di affollamento, rimane quella del Pronto soccorso dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Accessi che, nella prima settimana di agosto, tuttavia, hanno iniziato a calare.

Col caldo non aumentano le emergenze

Dal 20 maggio al 9 agosto 2022, gli andamenti della temperatura massima giornaliera e il numero di accessi totali in Pronto soccorso appaiono solo moderatamente correlabili. Nel dettaglio, nei giorni di caldo estremo (quelli con temperatura superiore ai 34,4 gradi) lo studio ha registrato un aumento del 7,8% delle visite al Pronto soccorso per problemi generali rispetto alle giornate della stessa stagione con le temperature più basse (il 30,4% in più per malattie renali e il 7,9% per disturbi mentali). I codici rossi, invece, non hanno evidenziato correlazioni particolari con l'andamento della temperatura massima.

In 21mila senza medico, ma nessun assalto ai PS

Nessuna grave conseguenza nemmeno sul fronte della mancanza di medici di base, nonostante nella provincia siano circa 21mila i pazienti rimasti "orfani" di assistenza primaria. Il tasso di accesso dei pazienti senza medico è infatti sovrapponibile a quello della popolazione con medico di base: la quantità media di accessi per 100 assistiti è pari a 2,57 nella popolazione "orfana", rispetto a 2,61 nella popolazione con medico attivo.

“Come in tutte le estati il sistema di accesso al Pronto soccorso segnala criticità rilevanti, sia per quanto riguarda le dimensioni quantitative, sia per lo stato di affollamento - commenta Alberto Zucchi, autore dell’analisi epidemiologica con Roberta Ciampichini e Giacomo Crotti - La valutazione analitica che abbiamo effettuato mostra come tali criticità non siano, tuttavia, effetto specifico di quest’ultimo lasso temporale (in cui sono presenti, in particolare, le tematiche dell’ondata di calore e delle infezioni/reinfezioni da variante Covid), ma siano espressione di un ritorno al periodo pre-pandemico".

Rivalutare l'uso dei PS per i codici bianchi e verdi

"Lo studio della correlazione tra gli andamenti giornalieri delle temperature massime e la quantità degli accessi in Pronto soccorso ha mostrato un effetto modesto e senza specifici impatti su situazioni di particolare gravità clinica (l’andamento dei codici rossi è infatti totalmente indipendente dalle variazioni della temperatura massima) - prosegue - Neppure la presenza, a luglio, di 21mila assistiti temporaneamente senza un medico di base attivo, ha determinato alcun tipo di aggravio realmente quantificabile e rilevante sui Pronto soccorso provinciali. L’elevata quantità di codici verdi e bianchi (anch’essa storicamente presente in questi ultimi anni) impone tuttavia la necessità di ripensare all’utilizzo che viene fatto, spesso in termini di dubbia appropriatezza, di queste delicatissime strutture che dovrebbero essere concentrate sulle reali emergenze cliniche”.

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