Profughi, dietrofront del Prefetto di fronte alla protesta dei sindaci

Lunedì a mezzogiorno alla Prefettura di Bergamo si è tenuto il tanto atteso incontro tra i sindaci dell'ambito 14 con il Prefetto Elisabetta Margiacchi

Profughi, dietrofront del Prefetto di fronte alla protesta dei sindaci
21 Luglio 2017 ore 12:02

Lunedì a mezzogiorno alla Prefettura di Bergamo si è tenuto il tanto atteso incontro tra i sindaci dell’ambito 14 con il Prefetto Elisabetta Margiacchi.

La protesta dei sindaci per i 250 nuovi profughi

I primi cittadini, durante l’infuocata conferenza di mercoledì scorso alla Rocca di Romano, avevano annunciato un ‘azione dura contro la decisione di accreditare sul territorio dell’ambito 250 posti a favore di richiedenti asilo. La preoccupazione riguarda l’inserimento nel bando di nuove realtà societarie e cooperative da fuori regione dal Piemonte che avrebbero vinto il bando indetto della Prefettura e provveduto già a trovare la sistemazione per i 250 profughi. Il bando infatti ha decretato che la cooperativa «Versoprobo» di Vercelli si sarebbe aggiudicata l’appalto per la gestione di 230 richiedenti asilo da distribuire 50 a Bariano e 80 a Cividate. Alla «Rti migrazioni Srl Torino, società immobiliare San Maurizio» la gestione di 120 migranti divisi tra Romano (70) e Ghisalba (50). Questo lo scenario imminente che andava prospettandosi fino a lunedì, quando i sindaci, guidati dal presidente dell’ambito Sebastian Nicoli, primo cittadino di Romano, hanno picchiato i pugni sul tavolo del Prefetto, sostenendo le proprie rimostranze. «I concetti su cui abbiamo insistito sono gli stessi emersi durante la conferenza stampa. – ha detto Nicoli – Per prima cosa una distribuzione equa sulla provincia dei richiedenti asilo. In tutta la provincia su 242 Comuni solo 60 ad oggi ospitano. Per questo motivo abbiamo chiesto che nei bandi l’ambito 14, il nostro, già saturo, sia escluso. Abbiamo chiesto il rispetto della proporzione di 2,5 rifugiati per mille abitanti».

Il confronto con le Cooperative

Al tavolo erano presenti anche i rappresentanti delle cooperative piemontesi. «I dirigenti delle cooperative hanno condiviso le nostre motivazioni – ha detto il sindaco – si sono detti all’oscuro di questa situazione e hanno dimostrato apertura al dialogo e a trovare soluzioni funzionali a tutti». Il risultato della discussione è stata un apertura del sindaco ai sindaci con una decisione che per l’ambito 14 è una vittoria.«Il bando è rimasto aperto, e i numeri indicati dalla prima chiusura non sono confermati – ha detto il sindaco – quindi ad oggi non sono in arrivo 250 richiedenti asilo sul nostro territorio, ma si cercheranno nuove soluzioni. Lunedì mi recherò in prefettura insieme ai presidenti degli altri ambiti per un incontro con il prefetto durante il quale verremo aggiornati sulla situazione che spero si risolva al meglio per l’ambito 14 che ha già dato tanto in termini di ospitalità».

La posizione dei sindaci dell’ambito 14

«Mi allineo al pensiero degli altri sindaci dell’ambito. – ha spiegato Gianmario Gatta, sindaco di Cortenuova– Lunedì abbiamo avuto un incontro con il nuovo prefetto che ha voluto conoscerci. E’ stata l’occasione per esprimere l’impossibilità da parte del nostro ambito di poter accogliere altri richiedenti asilo. Il prefetto ha capito le nostre ragioni e si è impegnata nel prossimo bando di avere un occhio di riguardo rispetto alla nostra richiesta. Lo facciamo perché il territorio è saturo e ciò va anche contro la dignità dei migranti ospitati. Lunedì prossimo ci sarà un incontro tra i presidenti degli ambiti e il prefetto. Nicoli esporrà nuovamente il problema chiarificando ulteriormente che noi non possiamo ospitare di più ».

I sindaci dell’ambito 14
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