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Polmoni su misura al Papa Giovanni, salve due bambine in attesa di trapianto

Le due piccole erano affette da fibrosi cistica. Difficile trovare un donatore con polmoni della dimensione giusta, così i chirurghi hanno optato per una tecnica innovativa.

Polmoni su misura al Papa Giovanni, salve due bambine in attesa di trapianto
Treviglio città, 09 Aprile 2018 ore 14:48

Erano affette entrambe da fibrosi cistica ed erano in lista d’attesa per un trapianto. Hanno 6 e 14 anni le due bambine salvate grazie alla tecnica innovativa del Papa Giovanni che permette di ottenere polmoni su misura da qualsiasi ricevente.

Polmoni su misura per due bambine con la fibrosi cistica

Nel giro di 12 giorni sono stati eseguiti all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo due trapianti di polmone su due bambine di 6 e 14 anni, non residenti in Lombardia, utilizzando in entrambi i casi lobi polmonari, cioè polmoni divisi a metà, di donatori più grandi. Le due bambine erano entrambe affette da fibrosi cistica. Si tratta di una malattia genetica che causa una alterazione nelle secrezioni degli organi (soprattutto i polmoni) rendendole molto dense. Sono tra le 6 e le 7mila le persone affette da questa malattia. Solo il 50% dei malati supera il 18esimo anno di età.

Tecnica innovativa

In particolare, per la prima delle due pazienti, i due lobi sono stati ottenuti con la tecnica “split”, che consiste nella divisione del polmone del donatore, in questo caso il sinistro perché il destro era danneggiato ed inutilizzabile. Il lobo superiore dell’organo sano, ruotato di 180°, è stato trapiantato al posto del polmone destro della bambina, mentre il lobo inferiore al posto del sinistro.

Bergamo all’avanguardia

Si tratta del terzo trapianto di questo tipo eseguito finora in Italia dopo quelli del 2007 e del 2009, sempre eseguiti dall’équipe di Michele Colledan, direttore della Chirurgia 3 del Papa Giovanni XXIII, agli allora Ospedali Riuniti di Bergamo.  La tecnica split di divisione di un organo è frequentemente impiegata nel trapianto di fegato – Bergamo è tra i centri con maggiore esperienza al mondo -, mentre le sue possibilità di impiego in ambito polmonare sono decisamente più limitate.  Anche per il trapianto della seconda bambina si è fatto ricorso ad una tecnica particolare, perché i polmoni del donatore sono risultati più grandi del previsto. I due lobi sono stati quindi ottenuti utilizzando solo la parte inferiore dei due polmoni del donatore.
Solitamente i bambini con fibrosi cistica non hanno necessità di trapianto di polmoni prima dell’adolescenza. In questo caso però la paziente di soli 6 anni ha raggiunto precocemente uno stadio di grave insufficienza respiratoria – ha spiegato Michele Colledan. In entrambi i casi il ricorso a tecniche di divisione del polmone ci ha consentito di trapiantare organi che altrimenti non avremmo potuto utilizzare, con un rischio di morte in attesa del trapianto  molto elevato”.


 

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