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La replica del sindacato

Piano vaccinale, Nursing Up alle Ats Lombarde: “La guerra non si vince con il buon cuore dei volontari”

Sono centomila gli infermieri pronti a scendere in campo, ma la critica si inasprisce sulle condizioni di retribuzione.

Piano vaccinale, Nursing Up alle Ats Lombarde: “La guerra non si vince con il buon cuore dei volontari”
Cronaca Treviglio città, 04 Febbraio 2021 ore 09:43

“Ben venga il supporto degli infermieri pensionati e dei volontari, ma non certo come motore della campagna vaccinale. Sia prioritaria l’individuazione della squadra di professionisti che dovrà sostenere il peso più grande della battaglia”.

Così il sindaco degli infermieri Nursing Up ha replicato alle Ats lombarde che ieri si erano difese dalle accuse mosse proprio dal presidente Antonio De Palma.

La guerra non si vince con il volontariato

Non tarda ad arrivare la controreplica del presidente del Sindacato Infermieri Italiani, in risposta alle Ats lombarde che hanno manifestato il loro disaccordo sulla sua posizione nettamente avversa rispetto al progetto del bando per reclutare personale a titolo volontario per la campagna di vaccinazione.

“Non si tratta di essere dalla parte o meno di chi vuole fare volontariato. Ci mancherebbe. Lo ribadiamo: più volte gli infermieri hanno dimostrato che cuore e umanità è coevo al loro essere ed operare. Ma è intollerabile che le Ats, enti pubblici che hanno, tra le loro finalità principali, proprio l’erogazione di prestazioni ed attività professionali in ambito sanitario, finalizzate a garantire il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione, pensino di poter affrontare quella che loro stessi definiscono ‘la più grande operazione di vaccinazione di massa’ con le prestazioni di volontari e pensionati. Forse pensano di colmare quella voragine di posti lasciati clamorosamente vuoti nel bando Arcuri, e stiamo parlando di 8100 posizioni, con persone che lavorano gratis? Avremmo senz’altro compreso ed accolto un passo del genere (cioè reclutare volontari) qualora il bando Arcuri avesse portato quei 12000 infermieri e 3000 medici attesi, pronti a scendere in campo: allora sì che avremmo compreso la reale portata ‘integrativa’ della chiamata in causa dei volontari e dei pensionati. Ma qui, signori miei, di fatto, mancano ancora quelle donne e quegli uomini che sono fondamentali per gestire ‘professionalmente’ la parte più importante di un piano vaccini che non è ancora decollato”.

Sì ai volontari ma in supporto

“Il Sindacato Nursing Up non è affatto contrario alle campagne di volontariato – si legge nel comunicato diffuso questa mattina dal sindacato Nursing Up – Anzi riteniamo che in un frangente così importante, la collaborazione di professionisti pensionati, che offrono il loro contributo, la loro esperienza, la loro carica umana, può rivelarsi un grande supporto per chi, ogni giorno, affronta sul campo la sfida contro la morte”.

Supporto, sottolinea De Palma, non una sostituzione in mancanza di personale specializzato promesso e mai entrato in servizio.

“Perché di fatto mancano ancora migliaia di infermieri all’appello per realizzare ‘la squadra ideale’ numericamente pronta per avviare la campagna vaccinale per i cittadini, che ci porterà, (sino a ieri almeno si sperava), entro fine anno, all’immunità di massa – prosegue De Palma – Non è possibile infatti che di fronte all’amara realtà di un piano Arcuri che non è ancora decollato, arrivi la proposta di Aziende Sanitarie Regionali convinte di poter “tappare la falla” con personale reclutato a titolo volontario, al quale si aggiungeranno ulteriori 4mila infermieri, cioè quelli che hanno risposto all’appello, e con il rischio reale che, tra questi 4000, saranno davvero pochi coloro i quali, dopo aver conosciuto l’importo reale del compenso mensile previsto, alla fine accetteranno”.

Centomila infermieri disponibili

La critica più aspra De Palma la riserva alle “poco edificanti proposte contrattuali” a fronte di 100mila infermieri disponibili.

“Non ci sembra affatto il momento per tutto questo – conclude – Le ATS facciano come credono, ma per quanto ci riguarda tutto ciò sarà ben accetto solo più avanti, cioè quando finalmente il piano Arcuri sarà partito, e quando saranno stati fisicamente individuati quei 12000 professionisti (base minima), anche selezionati tra colleghi pubblici dipendenti pagati a regime di prestazioni aggiuntive. Solo allora, infatti, cioè quando le prime linee saranno schierate al fronte, sarà saggio e comprensibile chiamare a raccolta anche i colleghi volontari”.

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