Cronaca
Massima allerta

Peste suina, una task force regionale per salvaguardare l'allevamento lombardo

La provincia di Bergamo è la terza in Lombardia per numero di capi allevati. Per il momento nessun caso segnalato.

Peste suina, una task force regionale per salvaguardare l'allevamento lombardo
Cronaca Treviglio città, 12 Gennaio 2022 ore 11:19

La peste suina inizia a far paura anche in Italia. Dopo i primi casi in Piemonte e Liguria anche la Lombardia si prepara per proteggere il comparto strategico dell'allevamento. Il 53% dei capi, infatti, è allevato in Lombardia.

Una task force contro la peste suina

La Regione Lombardia ha istituito una task force per prevenire e contrastare la peste suina sul territorio regionale, in seguito al rinvenimento di alcune carcasse di cinghiali vettori della malattia in Piemonte e Liguria. L'Unità di crisi, che si è riunita alla presenza dell'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi di Regione Lombardia, Fabio Rolfi, è coordinata dalla U.O. Veterinaria di Regione Lombardia (DG Welfare) e composta da rappresentanti della DG Agricoltura, della DG Protezione civile, dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia-Romagna, dei Dipartimenti Veterinari delle Ats, della Polizia provinciale e dei Carabinieri forestali.

A rischio il territorio pavese

"Abbiamo deciso - ha detto l'assessore Fabio Rolfi - di sospendere al momento le forme di attività venatoria vagante e collettiva al cinghiale in provincia di Pavia, il territorio più a rischio vista la vicinanza territoriale con i casi registrati in Piemonte e Liguria, per evitare spostamenti rapidi dei cinghiali. Promuoveremo, in collaborazione con Polizia provinciale e Carabinieri forestali, una intensa attività di sorveglianza passiva invitando anche agricoltori e cacciatori a segnalare eventuali carcasse presenti sul territorio. La peste suina rappresenta un disastro per l'export di un comparto strategico come quello dei suini. In Lombardia è allevato il 53% dei capi a livello nazionale. Quindi faremo di tutto per contrastare l'arrivo e la diffusione di questa malattia portata dalla fauna selvatica".

Le azioni di contenimento

"Da anni - ha continuato l'assessore - facciamo presente al Governo centrale il pericolo che si sarebbe configurato in caso di arrivo della peste suina in Italia. Purtroppo, nulla è stato fatto da Roma. Mentre la Regione Lombardia si impegnava ad aggiornare le norme, l'unica preoccupazione del Governo era quella di impugnarle".

"Con la legge regionale del 2020 - ha ricordato l'assessore - abbiamo introdotto la possibilità di effettuare la caccia di selezione al cinghiale durante tutto l'anno anche nelle ore serali con visore notturno. Abbiamo introdotto la tecnica del foraggiamento, ossia il posizionamento di piccole quantità di cibo per attirare il cinghiale. Abbiamo consentito di effettuare gli abbattimenti anche agli agricoltori abilitati che subivano dei danni. Ora che abbiamo la peste suina africana (psa) in casa - ha concluso l'assessore Rolfi - serve un'azione massiccia del Governo per incrementare l'attività di contrasto al cinghiale, coinvolgendo i carabinieri forestali e ampliando il periodo di caccia".

Bergamo è la terza provincia, ma nessun caso

In Bergamasca, come già chiarito dall'assessore Rolfi, non c'è - al momento - nessun caso di peste suina. Nelle scorse settimane era circolato un documento, risultato poi falso, con il logo di Regione Lombardia e la firma dell'assessore. Una comunicazione bollata poi come fake news. Sono 370.131 i capi suini allevati in provincia di Bergamo, al terzo posto dopo Brescia con 1.330.967 capi, Mantova con 1,120.207 e Cremona con 954.804 capi. Seguono Lodi 364.637, Pavia 239.950, Milano 73.341, Monza e Brianza 3.203, Sondrio 2.105, Lecco 2.881, Como 2.151 e Varese 863 per un totale di 4.465.240 capi suini allevati in Lombardia.