Siluro da 1,5 metri pescato nell’Oglio

River monster a Cividate al Piano. Catturato un esemplare di 150 centimetri

Siluro da 1,5 metri pescato nell’Oglio
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Un altro  “river monster  nostrano”, dopo quello di Fara. E’ lungo 150 centimetri e pesa 20 chilogrammi. Si tratta del secondo siluro pescato in un mese lungo le rive della Bassa nel fiume Oglio.

Pesce siluro pescato da un cividatese

A pescarlo è stato Andrea Brescianini, che l’ha preso all’amo ieri, giovedì. “Sono andato a pescare lungo il fiume, la mia passione, in cerca di questi enormi pesci – ha raccontato Andrea – quando a un certo punto qualcosa ha abboccato all’amo. Era proprio un pesce siluro che con fatica sono riuscito a tirare a riva”. Per legge, questi pesci non possono essere ributtati in acqua una volta pescati. Quindi non è rimasto altro da fare che lasciarlo morire. “Per catturare questi esemplari è necessario usare una canna da fondo molto robusta – ha spiegato Andrea – e come esca ho usato un pesce barbo, una razza d’acqua dolce che attira il siluro. Essi sono infatti dei grandi predatori”.

Andrea Brescianini in compagnia del pesce siluro a Cividate

I precedenti nella Bassa

Ai primi di luglio un altro siluro era stato pescato nello stesso fiume Oglio, a Palosco. Anche quella volta il river monster aveva le dimensioni di un metro e mezzo, ed era stato pescato da alcuni ragazzi a caccia di siluri.
Ma il più sensazionale esemplare catturato nella Bassa è stato qualche giorno fa, nel fiume Adda. Protagonista Davide Legnani: il pescatore ha issato a riva un un esemplare di 195 centimetri. Non sono note, nella nostra zona, catture di esemplari grandi quanto quello pescato questa settimana a Fara d’Adda.

Una specie diffusa per errore

Il pesce siluro non è una razza autoctona dei nostri fiumi di pianura. Ma negli ultimi anni si è molto diffusa, impegnando anche gli enti in battaglie per il contenimento dei siluri. Tale specie proviene dall’Est Europa, ed è stata importata in Italia alla fine degli anni Cinquanta solamente per la pesca. Peccato che la situazione sia sfuggita di mano e il siluro abbia così potuto ambientarsi e diffondersi. Prima nel bacino del Po e dopo nei suoi affluenti. Il siluro è una specie invasiva ed è un predatore molto pericoloso per i pesci autoctoni che abitano le acque dolci dei nostri fiumi. La sua proliferazione, se non controllata, rischia di modificare e alterare l’habitat ittico e portare all’estinzione i piccoli pesci locali. Per questo motivo la legge impedisce a chi pesca siluri, di ributtare in acqua l’esemplare, pena una sanzione.