Arzago

Pane e Ceci, il rito si ripete con un viandante d'eccezione

L'Amministrazione comunale ha distribuito più di 2.300 porzioni quest'anno e tra i viandanti ha fatto capolino anche il Vescovo di Cremona Antonio Napolioni.

Pane e Ceci, il rito si ripete con un viandante d'eccezione
Cronaca Gera d'Adda, 10 Agosto 2021 ore 15:49

Ad Arzago nel giorno del patrono San Lorenzo si è compiuto il rito della distribuzione di pane e ceci. L'Amministrazione comunale questa mattina, martedì 10 agosto, in piazza Indipendenza ha sfamato cittadini e viandanti. E tra questi c'è stata la visita a sorpresa del Vescovo di Cremona Antonio Napolioni.

Pane e ceci, il rito torna a compiersi

Più di 2.300 razioni di pane e ceci. Le ha distribuite stamattina, nel giorno del patrono San Lorenzo, l'Amministrazione comunale di Arzago ai suoi cittadini, ma anche ai viandanti che si trovavano a passare per il paese. Un rito che affonda nella storia, al 1677, e che ogni anno torna a compiersi ad Arzago. In questi due anni segnati dalla pandemia, sindaco, assessori, consiglieri ed ex consiglieri e dipendenti comunali si sono organizzati per evitare assembramenti in piazza durante la distribuzione: due le postazioni allestite, una davanti all'ingresso del Comune, l'altra sul lato del Municipio, così da alleggerire la coda. E la "macchina" organizzativa ha funzionato. I volontari del gruppo di Protezione civile si sono occupati di verificare i Green Pass e gli agenti di Polizia locale hanno indirizzato la gente lungo i percorsi di entrate e uscita dalla piazza. A servire ai tavoli il sindaco Gabriele Riva, con assessori e consiglieri e dipendenti del Comune. A ciascun componente della famiglia una razione di due mestoli di minestra di ceci e due pani. Con razioni doppie per i "Cattaneo" e triple per i "De Capitani" come nelle volontà di Giovan Battista Cattaneo de Capitani d'Arzago.

Sfamati residenti e viandanti, tra loro anche il Vescono Antonio

In fila, ordinati, per ricevere le razioni di minestra di ceci e la razione di pane tanti cittadini arzaghesi, ai quali è molto caro il rito di San Lorenzo. E anche quest'anno non sono mancati tanti viandanti dai paesi e dalle città vicine, come Casirate, Calvenzano, Vailate e Treviglio, e arrivati anche da cremasco, lodigiano e milanese. Viandante d'eccezione è stato il Vescovo di Cremona Antonio Napolioni, accompagnato in paese dal segretario vescovile don Flavio Meani, originario di Arzago. Monsignor Napolioni ha voluto conoscere la storia del rito di pane e ceci, ed ha assaggiato – apprezzando – un po' di minestra di ceci portatagli dal sindaco Riva. "Vi trattano bene qui ad Arzago", ha commentato con i cittadini presenti in piazza.

24 foto Sfoglia la gallery

Il rito nato da un lascito del 1677

All’ente che gestiva l’ospedale il nobile Giovan Battista Cattaneo de Capitani d'Arzago, all’epoca prefetto di Mortara, nel 1677 donò mille pertiche di terra, la cascina Stantirone e la grande corte (poi detta dell’Ospedale). In cambio, impose l’obbligo di distribuire, ogni anno nel giorno di San Lorenzo, una razione di due pani e una scodella di minestra di ceci alle famiglie arzaghesi, riservando una razione doppia ai "Cattaneo" e tripla ai "De Capitani". Venuto meno, nel 1980, l’ente morale che gestiva l’ospedale, ad occuparsi della distribuzione è sempre stata l’Amministrazione comunale di Arzago, che ha così tenuto vivo il rito tanto caro agli arzaghesi e non solo. Le volontà del nobile, infatti, prevedevano che una razione di minestra di ceci e di pane venisse data anche ai viandanti che si trovavano a passare per Arzago. E così si è continuato a fare.

"Timori per il Green Pass, ma tutto è andato per il meglio"

Qualche timore tra gli organizzatori c'era, per il fatto che i cittadini erano obbligati ad esibire il Green Pass per accedere alla piazza e ritirare le porzioni di pane e ceci. Tutto però si è svolto in modo regolare. "Timori c'erano – ammette il sindaco Riva – Ed invece tutto è andato per il meglio. Abbiamo distribuito più di 2.300 razioni, superando il numero dello scorso anno. Nel 2020 con il Covid tanti cittadini avevano il timore di assembramenti e hanno preferito evitare di passare. Quest'anno, invece, con il Green Pass, probabilmente si sono sentiti più sicuri e tutelati. Ringrazio i volontari che hanno collaborato, così come dipendenti, consiglieri, assessori e la Polizia locale".