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Morengo

Pandemia e disabilità: “Ci sono anch’io” non si ferma

Gli sforzi di "Ci sono anch'io", a Morengo, per costruire un futuro oltre il virus

Pandemia e disabilità: “Ci sono anch’io” non si ferma
Cronaca Gera d'Adda, 18 Aprile 2021 ore 11:08

Pandemia e disabilità: nonostante le difficoltà continuano – e anzi si incrementano – gli sforzi della Onlus “Ci sono anch’io” di Morengo per aiutare le famiglie e i ragazzi con disabilità e porre le basi per un loro futuro come parti attive della società. E’ stato un anno particolarmente difficile, per non dire devastante, per tutte quelle famiglie che vivono situazioni di fragilità.

Un anno complicato, ma stiamo incrementando le iniziative

In particolare, come spiegato dalla presidente della Onlus morenghese Elizabeth Schibuola, per i giovani con disabilità, per i quali la socialità è alla base di qualunque progresso. “L’ultimo anno è stato molto complicato ma non ci siamo arresi e, anzi, stiamo incrementando le nostre iniziative nella speranza che arrivino presto i vaccini per le fasce più a rischio e che si possa riprendere a trovarsi in presenza – ha esordito Elizabeth – Sin da febbraio 2020, quando è iniziato il lockdown, abbiamo avviato i nostri laboratori a distanza, anche se ovviamente non è la stessa cosa per i ragazzi che frequentano l’associazione. Abbiamo dovuto rinunciare ai pigiama party e alle attività che i nostri giovani svolgevano presso il cinema Anteo di Treviglio, che erano molto importanti per loro. Abbiamo però mantenuto il laboratorio online di ginnastica per tre volte a settimana grazie alla nostra specialista Erica Tirloni, laboratorio che ancora prosegue con un incontro a settimana, e l’attività di ballo, anch’essa a distanza, così come l’ora di socializzazione del mercoledì. Prima di Pasqua, poi, siamo riusciti a organizzare anche una “pizzata” virtuale alla quale ha partecipato anche don Gigi Airoldi, parroco di Morengo, per una benedizione”.

Laboratori di cucina all’Abf

L’unica attività rimasta in presenza, per ora, è stata il laboratorio di cucina e sala bar organizzato grazie alla convenzione con Abf Treviglio, che ogni venerdì accoglie sei ragazzi per una formazione nell’ambito della ristorazione. “Una collaborazione vincente che si avvicina alla conclusione del secondo anno, ma per cui abbiamo già concordato un prolungamento per un terzo anno – ha spiegato sempre l’associazione, che ha comunque approfittato di questi mesi di rallentamento forzato delle attività per dotarsi di un nuovo sito – E’ chiaro che senza la festa delle associazioni, la festa della parrocchia e tutti gli altri eventi siamo stati molto penalizzati, perché i nostri ragazzi hanno perso occasioni sia di divertimento ma anche di socializzazione, che è molto importante per loro perché crescano e maturino sotto tutti gli aspetti. La pandemia ha un po’ rallentato il percorso che stavamo organizzando per dare ai nostri giovani un’autonomia, ma i progressi sono stati comunque tanti: abbiamo tanti progetti in cantiere e stiamo lavorando con un gruppo di Treviglio per dare un futuro di autonomia ai ragazzi, dare loro un’occasione di riscatto e una formazione per il “dopo di noi”, per quando noi genitori non potremo più seguirli come stiamo facendo ora. Vogliamo valorizzare il loro ruolo nella società affinché ne diventino parte attiva, e appena l’emergenza Covid lo permetterà partiremo con tanti progetti proprio a Treviglio, che vorremmo rendere una sorta di punto di riferimento per il territorio circa queste tematiche. Come sempre, siamo aperti sia a nuovi volontari che a ragazzi che vogliano frequentare la nostra associazione. Non siamo in concorrenza con nessuno, né con altri Comuni né con associazioni. Da noi siete tutti benvenuti, anche perché c’è sempre bisogno di una mano”.

Leggi l’intervista anche sul Giornale di Treviglio in edicola, oppure QUI, sullo sfogliabile online