Pallavolo integrata, lo sport per combattere le fragilità

Giornata importante per il Fard di Cividate, al torneo presenti 120 atleti.

Pallavolo integrata, lo sport per combattere le fragilità
Romanese, 30 Aprile 2018 ore 07:00

Pallavolo integrata, lo sport per combattere le fragilità. Una bellissima giornata per il Fard in nome dell’amicizia e dell’integrazione.

Pallavolo integrata, il torneo interregionale

Si è svolto domenica scorsa a Cividate, il torneo interregionale di pallavolo integrata alla quale hanno partecipato nove squadre. La vittoria è andata al Pesaro-Urbino, mentre Cividate si è classificata in un ottimo terzo posto. Ma ciò che conta non è tanto arrivare primi o ultimi, ma vedere questi ragazzi disabili e con fragilità impegnarsi e sentirsi coinvolti in prima persona grazie al sostegno degli educatori. Al termine del torneo i 150 partecipanti poi si sono recati al pranzo preparato dagli Alpini all’oratorio.

Nello sport siamo tutti uguali

«E’ stato bellissimo vedere come questi ragazzi disabili mettano tutto il loro impegno nello sport – ha detto il sindaco Gianni Forlani – senza considerare le loro limitazioni. Loro ci hanno messo il cuore e l’atteggiamento degli educatori mi ha colpito molto. Con un sorriso e una battuta di mano riescono a far sentire “campioni” i ragazzi, anche di fronte a un errore o un insuccesso. È incredibile la capacità che hanno di far emergere tutto il loro potenziale, trovare una forte motivazione finalizzata a sentirsi uguali agli altri perché loro hanno vissuto una giornata di sport e di gare come tutti i veri campioni».

Abbattere la disabilità

La pratica di pallavolo integrata si svolge a Cividate da 5 anni e il torneo in paese da 3 anni. «In questo torneo il Fard è l’unica squadra bergamasca – ha detto l’allenatrice Claudia Ranghetti – abbiamo addirittura occupato due palestre perché eravamo in nove squadre. La pallavolo è un modo per integrare questi ragazzi, ognuno con la propria disabilità o fragilità. L’obiettivo è proprio quello di togliere le disabilità attraverso la partecipazione a un vero torneo, in cui le squadre sono molto agguerrite. Come allenatrice è mio compito riprendere chi sbaglia, come si farebbe con qualsiasi altra squadra. Desidero ringraziare di cuore tutti coloro che hanno dato una mano per realizzare questo evento».