Caravaggio

Padre Eugen in città: "Grazie a voi possiamo aiutare chi fugge dalla guerra"

Il frate romeno custode del convento dove i beni raccolti per gli ucraini sono stati raccolti martedì sera ha incontrato Amministrazione e volontari.

Padre Eugen in città: "Grazie a voi possiamo aiutare chi fugge dalla guerra"
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"Siete stati gli occhi, le orecchie e le braccia della comunità di Caravaggio per distribuire gli aiuti raccolti al popolo ucraino, grazie". Parole di sincera gratitudine verso i frati romeni e i volontari quelle pronunciate dal sindaco Claudio Bolandrini in occasione della visita del padre francescano Eugen Giurgica.

Padre Eugen Giurgica in visita

Il frate francescano è arrivato  a Caravaggio in questi giorni in città dalla lontana Romania, dove è custode di un convento a Sighetu Marmației, divenuto rifugio per centinaia di persone in fuga dalla guerra che si combatte a poche decine di metri, al di là del confine. In sala consiliare martedì sera con lui è giunto anche il presidente nazionale della fondazione Aiutiamoli a vivere, Fabrizio Pacifici, e ad accoglierli oltre al primo cittadino c’erano il presidente del Consiglio comunale Carlo Mangoni, assessori e consiglieri e tanti volontari di diversi sodalizi caravaggini, oltre a don Andrea Piana.

"Il nostro è un approccio umanitario di fronte a una tragedia - ha sottolineato il sindaco - a prescindere dalla nazionalità e dal credo religioso le persone in fuga dalla guerra hanno l’aiuto dei caravaggini. Il conto corrente che abbiamo aperto ha raccolto 18mila 350 euro, settemila sono stati già stanziati a favore di “Aiutiamoli a vivere”, altri seimila saranno liquidati non appena verrà depositata la rendicontazione e altri cinquemila sono in giacenza: saranno liberati se il Governo riconoscerà contributi ai Comuni che ospitano i rifugiati, per far fronte alle eventuali emergenze relative agli ucraini presenti in città. Ne sono arrivati 94, 34 sono rientrati in patria. Restano 60 donne con minori sotto i 14 anni. Colgo l’occasione per ringraziare tutte le associazioni, le parrocchie e i privati che hanno collaborato per gestire, dopo la pandemia, anche questa grande emergenza umanitaria".

Il 25 ottobre nuovo viaggio umanitario

Pacifici dal canto suo ha ricordato l’origine della fondazione di cui è il fondatore, che quest’anno festeggia 30 anni di attività in favore prima dei bimbi bielorussi dopo il disastro di Chernobyl e adesso in aiuto di quelli ucraini.

"Grazie a padre Eugen e al vostro aiuto abbiamo potuto portare generi alimentari e di primo soccorso - ha affermato - noi andiamo direttamente sul posto a distribuirli, a garanzia dell’obiettivo. Oggi la popolazione ha bisogno di cibo, un Tir di prodotti viene scaricato in mezz’ora... Il 25 partiremo di nuovo".

Per chi volesse dare il suo sostegno è stata attivata una nuova raccolta alimentare presso i supermercati cittadini: nei giorni 14-15 ottobre alla Lidl, il 21-22 a Md e Carrefour, il 29  da Tigotà, e il 5 novembre  da «Buongiorno».

"Finché siamo dalla parte di chi deve aiutare stiamo bene, anche se c'è il caro-bollette"

L’intervento di padre Eugen ha chiarito, se ce ne fosse bisogno, il grande lavoro che volontari e frati stanno facendo in Romania.

"Chi è arrivato da noi ha trovato una famiglia, ma tutto è possibile perché dietro ci siete voi - ha detto ai presenti - Abbiamo anche contatti con sodalizi ucraini e attraverso loro i vostri aiuti sono arrivati ai rifugiati e nelle zone di guerra".

Il frate è ancora in contatto con una famiglia di Kiev transitata nel convento.

"Oggi ho chiesto qual è la situazione e mi hanno detto che ieri hanno visto l’inferno - ha affermato - qui in Italia come in Romania sono momenti difficili per il caro-bollette ma toccano la nostra comodità, non ci fanno soffrire davvero, non sono la fame e l’insicurezza. Finché siamo dalla parte di chi deve aiutare stiamo bene: immaginiamoci di essere in Ucraina e sentire le sirene a tutte le ore. Pare che ci sarà un’altra ondata di partenze, servono aiuti alimentari e di primo soccorso. La guerra è sempre senza senso ma almeno ci ha dato una lezione di comunione e solidarietà, facciamo del bene a chi ha bisogno senza guardare a chi abbiamo di fronte".

Un saluto agli alunni di "Conventino-La Sorgente"

Il frate romeno ha anche accennato alla visita alla scuola «Conventino-La Sorgente».

"Bello vedere l’impegno dei bambini, che hanno dato il loro contributo - ha concluso - insieme abbiamo fatto un canto francescano, ho scoperto qui una comunità meravigliosa. La diversità è una ricchezza, come i colori che creano la bellezza dei quadri, non dobbiamo averne paura".

"La visita di padre Eugen ha rappresentato un momento significativo di ascolto e riflessione - ha commentato la dirigente Isabella Pala - Il monaco ha ringraziato per il sostegno dato attraverso donazioni, che hanno permesso di aiutare in modo concreto molti profughi in fuga dall’Ucraina. Ha parlato ai ragazzi del senso dell’aiuto e del volersi bene, atteggiamenti che devono essere presenti anche nella scuola.T occante è stato poi l’intervento in una classe di cui fa parte una ragazza Ucraina, che proprio da quella guerra è fuggita. Ancora una volta i ragazzi hanno dimostrato sensibilità e vicinanza, stringendosi a lei in un abbraccio".

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Caravaggio Padre Eugen Giurgica, frate romeno che raccoglie aiuti per gli ucraini, in visita in città

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Caravaggio Padre Eugen Giurgica, frate romeno che raccoglie aiuti per gli ucraini, in visita in città

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Caravaggio Padre Eugen Giurgica, frate romeno che raccoglie aiuti per gli ucraini, in visita in città

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Caravaggio Padre Eugen Giurgica, frate romeno che raccoglie aiuti per gli ucraini, in visita in città

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