Ospedale di Treviglio fa scuola nella lotta contro il cancro

Un nuovo percorso per la gestione dei pazienti con tumore è stato selezionato tra le migliori "buone pratiche" italiane in materia.

Ospedale di Treviglio fa scuola nella lotta contro il cancro
Cronaca Treviglio città, 21 Novembre 2018 ore 12:55

L’ospedale di Treviglio fa scuola nella cura del cancro: la nuova piattaforma operativa per i percorsi oncologici diventa un modello nazionale.
E’ tempo di allori per l’ospedale cittadino e per l’Asst Bergamo Ovest, che nei giorni scorsi è stato selezionato tra le migliori e più interessanti buone pratiche italiane durante la convention romana della Fiaso – Federazione italiana delle aziende sanitarie ed ospedaliere. Si parlava in particolare della gestione dei pazienti con tumore, che da qualche mese a questa parte a Treviglio seguono un percorso di cura decisamente rivoluzionario. A relazionare sul tema, con la direttrice generale Elisabetta Fabbrini, c’era il direttore dell’unitò di Gestione operativa dell’Asst Bergamo Ovest Andrea Ghedi.

L’importanza del “dietro le quinte”

Sembra materia per iper-specialisti, e in parte lo è: Ghedi è infatti un ingegnere biomedico e il suo team si occupa del complicatissimo «dietro le quinte» della sanità in ospedale. Dalla gestione tecnologica dei macchinari, al monitoraggio della qualità aziendale, fino agli aspetti più apparentemente banali ma indispensabili per l’organizzazione quotidiana dei reparti. Per fare un esempio: vi siete mai chiesti chi fornisce gli strumenti ai chirurgi, tutti e giusti, sterili, ogni giorno, in sala operatoria?
Non solo: è in capo alla quota «ingegneristica» del team ospedaliero anche l’organizzazione dei percorsi dei pazienti, ossia il «passaggio» di reparto in reparto dei pazienti, dalla diagnosi alla dimissione. E’ in particolare di pazienti oncologici che si è parlato la scorsa settimana a Roma e il progetto trevigliese ha colpito proprio per una piccola ma essenziale rivoluzione di approccio nella presa in carico del malato che scopre di avere un cancro. «Normalmente i reparti hanno un’organizzazione verticale – spiega Ghedi – Il percorso tipico di un malato di tumore è quello che prevede l’ingresso in Radiologia, per la diagnosi. Poi in Chirurgia, per l’eventuale operazione. E infine in Oncologia, o in Radioterapia, per le cure successive. Il rischio è però che i reparti non si parlino, e che lavorino per compartimenti stagni. Noi a Treviglio abbiamo invece rivoluzionato l’approccio con un metodo di gestione orizzontale. Per ogni paziente cui viene diagnosticato un tumore, si convoca in diverse occasioni un tavolo multidisciplinare, cui partecipano i medici di tutti i reparti. Per prendere insieme le decisioni più importanti e indirizzare il percorso nella giusta direzione». Un’infermiera, inoltre, fa da “case manager”, rimanendo a disposizione del paziente per tutto il percorso, dall’inizio alla fine, per rispondere a ogni dubbio e assisterlo durante la (spesso dolorosa) degenza.

La sperimentazione per i tumori a colon, seno e prostata

Sembra banale? Appunto: sembra. «L’attenzione viene spostata sull’operatività dei percorsi, al fine di garantire al paziente nelle diverse fasi, un trattamento appropriato, efficiente ed efficace, senza soluzione di continuità tra ospedale-ospedale ed ospedale-territorio, mediante la riorganizzazione (re-engineering) dei processi e delle varie tappe che vengono attraversate – continua Ghedi – Il progetto di riorganizzazione ruota intorno alla trasformazione del precedente dipartimento gestionale di Oncologia in un dipartimento funzionale con una missione profondamente diversa. L’obiettivo di tale novità organizzativa è quello, pur mantenendo un forte presidio della qualità clinica, di spostare l’attenzione sugli aspetti operativi della costruzione e gestione del percorso del paziente oncologico favorendo in tal modo anche una miglior collaborazione tra le diverse comunità professionali: medici, infermieri, psicologi, biologi, farmacisti ed ingegneri». Il progetto ha preso le mosse dalla ricognizione dei percorsi di pazienti affetti da tumori diffusi e frequenti nella Bassa: colon-retto, seno e prostata. E il nuovo approccio sta già portando risultati importanti, sia nell’ambito della qualità offerta ai pazienti sia nella loro soddisfazione, che nel completamento dell’unità d’offerta del ospedale cittadino. E non è tutto: tra le altre innovazioni introdotte in campo oncologico nell’ultimo anno a Treviglio, l’Asst Bergamo Ovest ha introdotto la Vabb (la biopsia sotto vuoto) che prima doveva essere effettuata in altri centri. E con il nuovo anno arriverà anche la possibilità, grazie agli investimenti di regione Lombardia, di poter effettuare la Risonanza magnetica alla mammella e alla prostata. Piccoli-grandi indizi di una sola certezza: ai fini della cura, l’ingegneria in ospedale è importante tanto quanto la medicina. E a Treviglio lo sanno talmente bene che ora toccherà… insegnarlo.

QUI OSPEDALE

Qui ospedale è una rubrica dedicata all’Asst Bergamo Ovest e alle eccellenze sanitarie della Bassa bergamasca, che fanno capo ai due ospedali di Treviglio e Romano. Leggi anche:

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