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"Nell'asilo cattolico serve un maestro islamico"

E’ questa la stravagante, e sicuramente provocatoria, proposta avanzata in Consiglio comunale da Aurelio Serughetti

"Nell'asilo cattolico serve un maestro islamico"
Romanese, 28 Settembre 2018 ore 07:00

Un insegnante musulmano per aumentare l’integrazione interculturale alla scuola paritaria "Don Cirillo Pizio". E’ questa la stravagante, e sicuramente provocatoria, proposta avanzata in Consiglio comunale da Aurelio Serughetti (Per cambiare).

Più stranieri nella pubblica

Il consigliere di minoranza, infatti, si è lamentato al momento dell’approvazione del Piano di Diritto allo studio, della differenza tra il numero di bambini stranieri iscritti alla scuola paritaria e di quelli iscritti all’altra scuola dell’infanzia, quella statale, "Papa Giovanni". I bambini stranieri frequenterebbero maggiormente il secondo istituto, mentre il primo ne sarebbe quasi sprovvisto.

"Un insegnante islamico"

"All’interno del Pds non c’è nessun progetto pensato per l’integrazione – ha spiegato Serughetti dai banchi dell’opposizione –  e il risultato è che alla statale sono iscritti 61 bambini stranieri, contro gli 8 della paritaria. Mi chiedo perché il Comune non lavori con la scuola “Don Cirillo Pizio” per aumentare il numero di bambini stranieri. Che si prendano un insegnante musulmano. Il Comune in fondo è un ente laico e dovrebbe agevolare anche l’inserimento di bambini stranieri in istituti cattolici".

La posizione della Lega

Di tutt’altro avviso, rispetto alla boutade di Serughetti, la Lega. Il consigliere lumbard Marco Picenni ha infatti risposto con una battuta dicendo che "dell’insegnante musulmano per ora se ne può fare anche a meno". A replicare all’accusa della mancata integrazione all’interno del "Don Cirillo Pizio" ci ha pensato il primo cittadino Chiara Drago.

La replica del sindaco

"Non è che la paritaria non accolga gli stranieri, anzi... – ha spiegato il sindaco – sono quest’ultimi che per varie ragioni preferiscono iscriversi alla statale. In primi luogo per un motivo religioso, perché le paritarie nella nostra zona tendenzialmente sono per lo più istituti cattolici. E non è certo un insegnante musulmano che può cambiare le cose, anche perché, ad oggi, gli insegnanti non vengono scelti per la religione che professano. Magari ci sono già insegnanti musulmani e neanche lo sappiamo. Il secondo motivo è di natura economica. Siccome la statale Papa Giovanni è pubblica, le famiglie in difficoltà preferiscono iscrivere qui i loro figli. Abbiamo parlato di stranieri. Ma se pensiamo ai bambini disabili, alla statale ci sono zero iscritti, contro i 4 iscritti alla paritaria. Se nella scuola pubblica, gli insegnanti di sostegno vengono pagati dallo Stato, nella paritaria non è così. Il costo deve sobbarcarselo il Don Cirillo Pizio. Ciononostante la paritaria non ha esitato ad accogliere nella sua struttura bambini con disabilità. Questo per dire che non è una lotta tra i due istituti. Entrambi sono fondamentali per la nostra comunità ed entrambi svolgono un ruolo importante. Non si tratta di scuola di serie A o di serie B".

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