Cronaca
Mobilitazione

Morti sul lavoro, le aziende metalmeccaniche in sciopero per chiedere più sicurezza

Ieri, 12 maggio, le tre sigle sindacali hanno protestato davanti alla sede della prefettura di Bergamo.

Morti sul lavoro, le aziende metalmeccaniche in sciopero per chiedere più sicurezza
Cronaca Treviglio città, 13 Maggio 2021 ore 09:25

Dopo gli infortuni mortali in cui hanno perso la vita due lavoratori edili della provincia di Bergamo, e dopo le notizie di decessi nei luoghi di lavoro in arrivo dal resto del territorio nazionale, a scendere in protesta e in sciopero in questi giorni non sono solo i lavoratori del settore dell’edilizia. In molte aziende metalmeccaniche della provincia i delegati delle Rappresentanze Sindacali Unitarie hanno deciso di mobilitarsi, proclamando diversi scioperi.

Sciopero per la sicurezza

“È inaccettabile che ancora al giorno d’oggi si esca di casa la mattina per andare a lavorare e si rischi di non tornare la sera - ha detto ieri, 12 maggio, Claudio Ravasio della segreteria provinciale della FIOM-CGIL di Bergamo - Le aziende e le istituzioni preposte devono investire in maggiori controlli e in formazione, che deve essere vista come un investimento, non più come un costo da ridurre. Solo così questa serie di morti drammatiche potrà finalmente arrestarsi”.

Aziende metalmeccaniche in sciopero

Ad aderire allo sciopero (in alcune aziende è già stato fatto) anche la Tenaris, Bodega, Bianchi (adesione altissima) e Mega. E ancor alla Olvan, il 7 maggio; in Exide, l’11 maggio; in SIAC sarà domani, 13 maggio; in Brembo, ABB, Evoca, Clay Paky, OMCL, Matest e Robur sarà venerdì 14 maggio; in Vega 1964 lo sciopero sarà lunedì 17 maggio; in Omar Lift, infine, sarà lunedì 24 maggio.

Più ispettori per la sicurezza

Nella giornata che CGIL, CISL e UIL nazionali hanno voluto dedicare alla sicurezza sul lavoro, dopo una settimana funestata da gravissimi incidenti, il ministro del Lavoro Orlando ha annunciato le nuove assunzioni nei servizi di prevenzione e di controllo territoriali, cioè le strutture che dovrebbero garantire il rispetto delle norme per la tutela dei lavoratori, e che spesso denunciano enormi buchi nella
pianta organica a livello provinciale.

“Da dati da noi ricostruiti, il personale in forza allo Psal di Bergamo è di 55 addetti– dice Danilo Mazzola, segretario CISL con delega alla sicurezza sul lavoro. Nell’ultimo anno e mezzo, 7 dipendenti sono andati in pensione, e adesso la struttura bergamasca può contare su 55 addetti di cui 37 tecnici della prevenzione. In un periodo dove la pandemia ha impegnato il sevizio in altre attività, i controlli si sono svolti solo in caso di situazioni emergenziali, per esposti e segnalazioni, mentre il grosso del lavoro si è concentrato sulla verifica della corretta applicazione dei piani anti contagio da covid 19 nei luoghi di lavoro. Dei duemila nuovi ispettori da assumere come prevede il Recovery plan per potenziare l’azione dell’Ispettorato nazionale e una ricognizione del personale nelle Asl per migliorare i controlli, almeno una ventina dovrebbero essere dirottati a Bergamo, se si volesse anche solo “pareggiare” la pianta organica del 2010/2016”.