Morti sul lavoro, i sindacati: “Basta denunce,bisogna agire”

Morti sul lavoro, i sindacati: “Basta denunce,bisogna agire”
Treviglio città, 16 Ottobre 2018 ore 11:14

L’ultimo, terribile, infortunio mortale sul lavoro proprio ieri mattina, a Costa di Mezzate. Le morti sul lavoro nella nostra Provincia sono state 17 dall’inizio dell’anno. Un numero decisamente troppo alto.

Tragedia a Costa di Mezzate

Attorno alle 8.30 di ieri mattina, nell’officina meccanica Naef srl specializzata nella costruzione e riparazione di mezzi d’opera ferroviari, un dipendente che stava movimentando una gru idraulica con il carroponte è stato investito dal carico. Gravemente ferito, il lavoratore è stato trasportato all’Ospedale Papa Giovanni XXIII dove, dopo qualche ora, è deceduto.

La reazione dei sindacati

“Ancora una volta, profondamente scossi, abbiamo appreso la notizia di un infortunio mortale in un luogo di lavoro. È il diciassettesimo dall’inizio dell’anno sul nostro territorio o accaduto fuori dai confini provinciali a lavoratori che risiedono in provincia di Bergamo. È tempo che tutti si muovano e agiscano, è un’emergenza che deve avere una fine”: così le segreterie di CGIL, CISL e UIL di Bergamo hanno reagito alla notizia della morte di un lavoratore quarantaquattrenne, coinvolto in un infortunio mortale a Costa di Mezzate.

Infortuni mortali in crescita

“Il 2018 è un anno nero, con gli infortuni mortali in netta crescita rispetto agli anni scorsi (da gennaio a metà ottobre 2017 furono 12)” hanno detto poco fa Angelo Chiari della CGIL, Danilo Mazzola della CISL e Saverio Capuziello della UIL di Bergamo. “Non è più tempo di denunce, occorre agire con i fatti ad ogni livello, dalla contrattazione che deve rimettere al centro le condizioni di lavoro, alle istituzioni che devono svolgere pienamente le loro funzioni di prevenzione, controllo ispettivo e repressione. Chiediamo, ancora una volta, alle associazioni datoriali di assumere l’obiettivo della sicurezza come priorità assoluta del ‘fare impresa’, come codice etico a tutela della principale risorsa di cui dispongono, le donne e gli uomini che lavorano quotidianamante per il bene dell’azienda. La vita delle persone viene prima di ogni altra cosa”.

A famigliari e colleghi di lavoro vanno la vicinanza e le condoglianze di CGIL, CISL e UIL di Bergamo. “Siamo disponibili ad assistere la famiglia anche in ambito giudiziario, affinché vengano presto chiarite le responsabilità dell’accaduto” hanno detto i sindacalisti.

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