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Minacce all'assessore: "è gente del paese"

Inizialmente, Covino non aveva dato peso al fatto. Tuttavia, il ripetersi degli eventi lo hanno spinto alla fine a sporgere denuncia.

Minacce all'assessore: "è gente del paese"
Cronaca Media pianura, 17 Ottobre 2021 ore 10:17

Lettere anonime e minacce di morte, indirizzate all’assessore alla sicurezza Alessandro Covino, ex maresciallo dei carabinieri di Martinengo.

Questa situazione dura da giugno del 2019 fino a poco tempo fa, quando Covino ha deciso di sporgere denuncia contro ignoti alla stazione dei carabinieri, dove è stato comandante fino al 2018.

Lettere minatorie

Covino ha ricevuto in due anni almeno una dozzina di lettere anonime contenenti frasi infamanti e innumerevoli minacce di morte.

Ormai queste continue intimidazioni erano diventate insostenibili, ecco perché l’assessore ha deciso di condividere la sua preoccupante esperienza con la comunità, rendendo noto il fatto.

"Ovviamente non so di chi si tratti – ha ammesso Covino – posso dire con certezza che non è qualcuno legato alla microcriminalità, né alla criminalità. E’ gente del paese. E purtroppo questo mi rammarica, perché non posso sapere che cosa abbia fatto per meritarmi tutto ciò".

Le lettere minatorie sono arrivate in copia anche al primo cittadino Mario Seghezzi, agli altri assessori e ai consiglieri di maggioranza. Ma non solo. Anche persone vicine all’assessore sono stati coinvolti direttamente nella vicenda e diversi cittadini di Martinengo, Cividate e Palosco. Oltre alle lettere sono state recapitate anche fotografie che mostravano l’abitazione dell’ex maresciallo e del garage, con l’indicazione degli orari degli spostamenti di Covino.

Tra le persone coinvolte c’è pure la madre 96enne, residente nell’appartamento sottostante a quello dell’ex maresciallo, che ha ricevuto diverse telefonate notturne.

La ricostruzione degli eventi

Il tutto era iniziato, due anni fa circa, con un serio danneggiamento all’automobile di Covino. Dopo quel fatto, alcune lettere minacciose sono iniziate ad arrivare a casa. Il contenuto toccava fatti riguardanti la sfera privata dell’assessore, ma anche l’aspetto politico e amministrativo.

In una lettera veniva detto che "la carriera dell’assessore non sarebbe durata molto", specificando che sarebbe stata pure fallimentare.

Inizialmente, Covino non aveva dato peso al fatto. Tuttavia, il ripetersi degli eventi lo hanno spinto alla fine a sporgere denuncia. L’assessore ha segnalato anche continui pedinamenti subiti, che sono stati segnalati all’Arma dei carabinieri.

"Questo continuo attacco, incomprensibile ai miei occhi mi ha causato alcuni disturbi psicofisici – ha spiegato Covino – lo stesso è capitato a chi mi sta vicino". Queste stesse persone, dopo aver ricevuto le lettere, hanno deciso di sporgere denuncia, a loro volta.

"Non capisco il motivo di tutto ciò – ha aggiunto Covino – so che non sono persone soggette a delinquere. Posso solo ipotizzare che siano individui che conosco molto bene, che si vogliono vendicare per qualche mio atteggiamento o azione dopo la nomina ad assessore. Confido nelle indagini in corso che permetteranno di risalire al responsabile".