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Micotossine nella farina di mais, due lotti ritirati

In seguito alla segnalazione dell'azienda all'Ats il Ministero ha inviato il modello di richiamo del prodotto subito compilato e affisso in tutti i punti vendita.

Micotossine nella farina di mais, due lotti ritirati
Cronaca 15 Novembre 2017 ore 15:22

Sono circa 120 i chilogrammi di farina di mais per polenta che sono stati ritirati dal mercato per la presenza di micotossine oltre il limite consentito dalla Legge.

Micotossine nella farina di mais

A comunicarlo è la stessa azienda arcenese «Eredi Franco Vitali» che, ricevuto il modello di richiamo del prodotto dal Ministero della Salute, attraverso l’Ats, lo ha subito compilato e affisso in ogni punto vendita. Due in particolare sarebbero le farine «incriminate»: la farina integrale per polenta di mais di tipo marano e rostrato rosso, macinata a pietra, appartenente al numero di lotto MR1/17, e la farina integrale per polenta di mais nero ArceNero, anch’essa macinata a pietra e riportante il numero di lotto N1/17.
Le confezioni coinvolte sono vendute in formato da 500 grammi e un chilo e riportano come data di scadenza il 30 giugno 2018. L’azienda, ricevuti i risultati delle analisi di laboratorio, che la stessa chiede periodicamente a sue spese, ha subito allertato l’Ats chiedendo ai clienti di restituire le confezioni compromesse dove è stato garantito il rimborso.

Il titolare dell’azienda

Va sottolineato che il primo ad avvisare l’Ats della presenza di micotossine nella farina è stato in primis proprio Mario Vitali, titolare dell’azienda dove viene prodotta la farina, che ha voluto rassicurare i propri consumatori. “La presenza di micotossine oltre il limite previsto dalla normativa è stata individuata in seguito alle analisi di autocontrollo che normalmente eseguiamo sui nostri prodotti – ha spiegato Vitali – Preso conoscenza del risultato delle analisi abbiamo avvisato l’Ats e sospeso la vendita della farina. In accordo con quanto stabilito dall’Ats e dalle normative vigenti abbiamo poi provveduto al ritiro di tutto il prodotto dal mercato: si tratta di circa 120 chili di farina, tra quella ritirata e quella che avevamo ancora in azienda – ha proseguito Vitali, che ha aggiunto – Proprio per la trasparenza con cui abbiamo agito non abbiamo ricevuto alcuna sanzione dall’Ats e vogliamo rassicurare tutti i consumatori del fatto che non ci sono gravi pericoli per la salute dell’uomo. Le micotossine erano presenti nella farina, ma non in quantità così pericolose, senza contare che per avere problemi bisognerebbe ingerire un’enorme quantità”.

Le cause

Scansato il dubbio riguardo i rischi per la salute, viene da chiedersi cosa siano e cosa provoca il proliferare di queste micotossine. A fare chiarezza a questo proposito è intervenuto lo stesso Vitali. “Le tossine si creano nel mais quando è ancora sulla pianta, e hanno origine principalmente dalle muffe – ha proseguito il titolare dell’azienda arcenese, che si occupa della produzione di latte prima ancora che di farina di mais – Questo è stato un anno difficile per la coltivazione di mais e le condizioni climatiche hanno favorito un aumento di insetti che hanno attaccato le piante, scavando buchi e gallerie, da cui hanno tratto giovamento queste micotossine – ha concluso Vitali – Attualmente stiamo effettuando ulteriori analisi sulla partita di farina ritirata e una volta accertato il livello di tossine valuteremo cosa farne. Intanto però abbiamo già ripreso la vendita di farina di mais, la cui sicurezza è stata validata anche dall’Ats”.

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