Meningite, i dipendenti dell’Enel chiedono vaccinazioni volontarie

La richiesta di Cisal Federenergia dopo i cinque casi nel Basso Sebino.

Meningite, i dipendenti dell’Enel chiedono vaccinazioni volontarie
13 Gennaio 2020 ore 17:23

“Sono ormai trascorsi dieci giorni da quando abbiamo chiesto all’Enel (E-Distribuzione, Enel Green Power e Terna Rete Italiana) di attivarsi a tutela dei lavoratori nell’area interessata da quella che può ormai considerarsi a tutti gli effetti un’emergenza, ma ad oggi l’Azienda ha brillato per il suo silenzio”.

Così il segretario il segretario generale di Cisal FederEnergia regionale Simone Bellini, dopo i diversi casi di meningite nel Basso Sebino e sull’assenza di risposte dall’azienda alle richieste degli operatori di vaccinarsi su base volontaria: “Basta immobilismo”.

Nostro è servizio essenziale, azienda non può esimersi

“Registriamo una crescente preoccupazione da parte degli operatori dell’Azienda, soprattutto alla luce degli sviluppi di questi ultimi giorni, che dimostrano la gravità della situazione. Per questo il 4 gennaio scorso avevamo chiesto alla direzione aziendale di attivarsi per fornire, su base volontaria del singolo dipendente, la possibilità di vaccinarsi” continua la nota del sindacato. “Considerata l’assenza di risposta e, soprattutto, di intervento rispetto alla preoccupante casistica di meningiti – ha intimato  Bellini – intimiamo all’azienda ad attivarsi prontamente per informare il personale che viene comandato ad operare nei territori a rischio o interessati dai casi accertati. L’Enel impegna numerosi Lavoratori ad operare nei territori a rischio – ha proseguito Bellini – e non può esimersi dal non considerare l’obbligo d’intervento a cui l’azienda è sottoposta essendo vincolata alla garanzia di erogazione di un servizio pubblico essenziale come la fornitura di energia elettrica alla popolazione ed alle aziende”.

 

Simone Bellini di Cisal Federenergia

“Immobilismo che svela sottovalutazione“

Il sindacato parla di “immobilismo”, che “pare svelare una preoccupante sottovalutazione, o perlomeno l’allarmante latenza, nel redigere un protocollo di profilassi ed attivare canali preferenziali con le Aziende Sanitarie per le eseguire vaccinazioni a tutto il personale che lo richieda, con apposita modulistica di semplice realizzazione”.

A Seriate 200 dipendenti in ufficio al gelo

Ma questo non è l’unico segnale di scarsa attenzione da parte dell’Azienda, secondo il sindacato, nei confronti dei dipendenti, prosegue il segretario generale  Bellini.

“E’ dal rientro dalle vacanze natalizie che a Seriate, sede principale dell’azienda in provincia di Bergamo, i lavoratori lamentano l’anomalo funzionamento dell’impianto di riscaldamento. In pratica da diversi giorni sono costretti a lavorare a temperature siberiane e in alcune occasioni completamente al freddo. Anche questa volta l’azienda non è stata in grado di risolvere il problema in tempi ragionevoli, assicurando ai dipendenti – sono circa duecento quelli interessati – condizioni di lavoro accettabili e adeguate.”

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