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Medici e infermieri: in un anno da eroi a privilegiati

A scatenare i "leoni da tastiera" è stata la possibilità (poi negata) di concedere lezioni in presenza ai figli del "lavoratori indispensabili".

Medici e infermieri: in un anno da eroi a privilegiati
Cronaca Treviglio città, 12 Marzo 2021 ore 10:41

Giusto un anno fa li chiamavamo eroi. In tanti abbiamo affisso su balconi e finestre striscioni di ringraziamento per quello che facevano. Oggi i medici e gli infermieri, gli Oss e gli operatori del 118, sono invece diventati “privilegiati”. Cosa è successo nel giro di 365 giorni per far piombare il personale sanitario in una sorta di girone dantesco? Sarebbe da chiederlo ai tanti che hanno commentato l’articolo che abbiamo pubblicato venerdì scorso sul nostro sito Prima Treviglio e sulla nostra pagina Facebook. Il classico “pezzo di servizio” con il quale informavamo che i cosiddetti “lavoratori indispensabili” (come chi, in vari ruoli, garantisce i servizi essenziali in questa emergenza) avrebbero potuto mandare i figli a scuola in presenza, dopo la decisione di Regione Lombardia di lasciare tutti a casa, dalla materna alle superiori.

Da eroi a privilegiati

Apriti cielo! Invece di applaudire a una scelta sensata che ci tutela un po’ tutti (immaginate cosa succederebbe se medici e infermieri, in questo momento, prendessero tutti il congedo parentale per seguire i figli a casa nella didattica a distanza?), è partita la caccia alle streghe. “A mio avviso almeno con i bambini non dovrebbero essere usati 2 pesi e 2 misure. Scuole chiuse per tutti!!! I bambini degli operatori sanitari sono uguali a quelli che lavorano nei supermercati che tra l’altro non hanno mai chiuso, sono uguali ai figli degli impiegati e dei poliziotti”, ha scritto una lettrice che evidentemente non sapeva che forze dell’ordine e personale dei supermercati vengono considerati indispensabili.

“Come io pago la babysitter, la paga anche il dottore o l’infermiere o il poliziotto. Su questo piano non ci dovrebbero essere differenze”, ha aggiunto un’altra. E a niente sono serviti i (pochissimi) commenti che tentavano di far capire l’alto rischio e il grande tributo di vite umane che il mondo sanitario ha dato e sta dando per la causa.

Tutti dobbiamo fare sacrifici

Per la gran parte dei commentatori sarebbe un torto nei confronti degli altri bambini. Parole che, purtroppo, non hanno fatto altro che confermare che per alcuni la scuola è diventata ormai un parcheggio. Certo, questa situazione sta danneggiando molti (cosa dovrebbero dire baristi, ristoratori o organizzatori di eventi, solo per citarne alcuni, che da un anno in pratica non lavorano?). Tutti vorremmo risvegliarci domani e scoprire che è stato solo un incubo. Ma quando c’è un’emergenza vanno fissate delle priorità. Dobbiamo fare tutti dei sacrifici. Soprattutto per coloro che stanno lottando in trincea, che saltano riposi e ferie, che fanno doppi turni. E che quando tornano a casa dai propri cari piangono, magari di nascosto, per l’orrore a cui stanno assistendo da un anno.
Ps. Alla fine il provvedimento è stato annullato e non ci saranno più privilegiati. Grazie anche alle proteste.

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