Cronaca

Maxi frode, sequestrati beni per oltre un milione di euro

Un'azienda di Gorlago simulava la compravendita di immobili evadendo l'Iva e utilizzando crediti non spettanti.

Maxi frode, sequestrati beni per oltre un milione di euro
Cronaca 22 Novembre 2019 ore 09:44

Maxi frode  al fisco di una società bergamasca scoperta dalla Guardia di Finanza, simulava la compravendita di immobili evadendo l'Iva e utilizzando crediti non spettanti.

Maxi frode al fisco

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bergamo hanno ultimato un’indagine fiscale nei confronti di un’impresa attiva nel settore dell’edilizia che ha permesso di svelare una consistente evasione di IVA, poi utilizzata per effettuare “indebite compensazioni” di imposte e contributi dovuti all’Erario. L’operazione condotta dai Finanzieri della Tenenza di Sarnico, avviata sviluppando informazioni acquisite nel corso di precedenti indagini, si è concretizzata in una verifica fiscale nei confronti di una società di Gorlago, da anni operante nella costruzione di edifici residenziali e non residenziali. E' stata accertata un’articolata frode fiscale nell’ambito della quale l’azienda indagata, fortemente indebitata dall’anno 2016, con vari artifizi contabili e la compiacenza di una società piemontese, poi fallita, ha simulato l’acquisto di beni immobili nella provincia di Arezzo, risultati in evidente stato di abbandono, per un importo di circa sei milioni di euro, con il solo fine di crearsi contabilmente un ingente credito IVA. Tale credito è stato, poi, fraudolentemente utilizzato nella dichiarazione IVA 2017 e negli anni successivi in compensazione di imposte erariali ed oneri contributivi-previdenziali- assistenziali dovuti e non versati. Una frode, secondo l’accusa, posta in essere con lo scopo di ripianare i debiti della società indagata nei confronti dell’Erario e degli istituti previdenziali
e assistenziali. Complessivamente i Finanzieri hanno quantificato un’indebita detrazione di Iva per circa un milione di euro, false compensazioni di oneri erariali, contributivi, previdenziali ed assistenziali dovuti mediante l’utilizzo di crediti IVA non spettanti per circa 800mila euro, nonché l’annotazione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per circa 100 mila euro.

Sequestro di beni e denaro

Al termine del servizio i militari, oltre a segnalare le violazioni tributarie all’Agenzia delle Entrate, hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria l’amministratore unico della società, un 51enne di Sarnico, già denunciato dalla locale Tenenza per reati tributari e in concorso per
usura, per aver presentato dichiarazioni fiscali fraudolente ed aver eseguito indebite compensazioni. Il Sostituto Procuratore della Repubblica di Bergamo Antonio Pansa, titolare del procedimento penale nel quale è confluita la denuncia dei Finanzieri di Sarnico, accogliendo la proposta dei militari ha richiesto al GIP il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche “per equivalente”, del profitto del reato tributario, corrispondente all’ammontare delle imposte evase. Il Giudice per le indagini preliminari Federica Gaudino, accogliendo la richiesta, ha disposto il sequestro del denaro contante giacente sui conti correnti intestati alla società nonché delle disponibilità finanziarie e dei beni mobili e immobili di proprietà o comunque riconducibili al legale rappresentante dell’azienda. Tra i beni sequestrati, il cui valore complessivo ammonta a circa un milione e 100mila euro, vi sono una cospicua somma di denaro, alcuni terreni e fabbricati, tra cui un appartamento di pregio ubicato a Sarnico, ed un’imbarcazione di oltre 10 metri di lunghezza, del valore
superiore a 110 mila euro, ormeggiata a Viareggio. Il denaro è stato fatto confluire nel Fondo Unico di Giustizia (FUG), a disposizione
dell’Autorità Giudiziaria, unitamente agli altri beni requisiti. L'operazione eseguita rientra tra quelle svolte a contrasto dell’evasione e delle frodi fiscali, che consentono l’aggressione dei patrimoni illeciti e costituiscono priorità operative per la Guardia di Finanza, quale Polizia economico–finanziaria, al fine di garantire il recupero delle imposte sottratte a tassazione e la tutela delle imprese che operano nel pieno rispetto della legalità.

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