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Maresciallo Tucci da 25 anni a Zingonia

Intervista esclusiva al maresciallo Gerardo Tucci sui suoi 25 anni di lavoro e di vita a Zingonia

Maresciallo Tucci da 25 anni a Zingonia
Treviglio città, 25 Novembre 2017 ore 11:30

«Spesso gli sbirri e i carabinieri al proprio dovere vengono meno» cantava Fabrizio de Andrè alla fine degli anni 60. Ma a Zingonia il maresciallo Tucci è la dimostrazione vivente che ci sono carabinieri che non solo fanno il proprio dovere ma, spesso, si spingono anche oltre.

Stima e rispetto

Sono 25 anni che il maresciallo lavora e vive a Zingonia. Un territorio certo non facile dove molti cittadini hanno perso completamente la fiducia nello Stato e nelle istituzioni. Ma il maresciallo, con la grande disponibilità e umanità che ha saputo unire alla professionalità nell’esercitare il suo mestiere, ha saputo in questi anni guadagnarsi non solo la stima e il rispetto, ma anche l’affetto di tutti. Non è un uomo che ama parlare di sè, non gli piace apparire, e forse proprio questo è uno dei suoi tanti punti di forza. Nel suo ufficio i numerosi encomi ricevuti, per l’attività a Zingonia e per quella svolta in missione in Kosovo, sono tutti accuratamente incorniciati, ma non attaccati alle pareti. Stanno in un angolo, appoggiati al muro, uno sopra l’altro, nascosti dietro un tavolo.

25 anni a Zingonia

Nato a Battipaglia, in provincia di Salerno, 53 anni fa, il maresciallo Tucci Gerardo è arrivato a Zingonia quando aveva solo 28 anni e non l’ha più lasciata. A Zingonia lavora, vive con la famiglia e si impegna anche nel sociale. «Sono arrivato a Zingonia nel momento in cui stavano chiudendo il Grand Hotel – racconta – prima di venire qui lavoravo in Calabria,nei reparti investigativi. Arrivai qui proprio perchè c’era stato un omicidio di un calabrese a Brembate. L’operazione “Quadrifoglio”, così si chiamava l’indagine che avviammo in seguito a quell’omicidio, portò a 16 denunce e 8 arresti per estorsione. Fu una soddisfazione».

Maresciallo Tucci “non sono un santo e non sono Rambo”

Ma tutto quello che ha fatto, il maresciallo ci tiene a sottolinearlo, lo deve all’Arma e ai “suoi” carabinieri. “Sarò sempre grato all’Arma per quello che mi ha dato. Non vengo da una famiglia ricca ma grazie all’Arma ho potuto studiare e diventare quello che sono oggi  Non sono un santo e non sono Rambo. Sono un carabiniere che ha avuto la fortuna di poter contare sempre sulla professionalità e la competenza degli uomini con cui ha lavorato. I miei ragazzi non hanno mai esitato a fare sacrifici. Utilizzano le proprie auto, i propri telefoni e il proprio tempo libero quando è necessario, senza mai chiedere nulla in cambio”.

Il riconoscimento più bello

Si capisce da come parla che il maresciallo Tucci a una Zingonia migliore ci tiene. E in questi 25 anni ha fatto davvero tanto per il territorio che ha scelto di eleggere anche a sede della propria abitazione. Tanto che il comune di Ciserano ha deciso di conferire quest’anno all’Arma dei carabinieri la cittadinanza onoraria. Eppure, nonostante questo ennesimo encomio e riconoscimento, è un altro il momento che il maresciallo ricorda tra i più belli della sua carriera: «Ero stato ricoverato in ospedale – racconta – e a un certo punto sono venuti a trovarmi tantissimi tra i residenti dei palazzi di Zingonia. Mi ricordo che i dottori si sono messi le mani nei capelli, ma io ero contento. Perchè quella gente non era venuta per dovere istituzionale, ma perchè mi apprezzava per quello che avevo fatto. E’ stato quello il più bello dei riconoscimenti».

 

L’intervista completa sul Giornale di Treviglio in edicola da ieri