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Luna park di Treviglio, il dramma dei giostrai

Sono stati i primi a chiudere quando il Coronavirus si è abbattuto su Treviglio. E saranno gli ultimi a riaprire: "Il Governo ci aiuti".

Luna park di Treviglio, il dramma dei giostrai
Cronaca Treviglio città, 05 Maggio 2020 ore 16:01

Quando l’onda del Coronavirus si è abbattuta su Treviglio sono stati i primi a subirne gli effetti. Ben prima dei decreti che hanno chiuso negozi, fabbriche e uffici. Sono i giostrai dello storico luna park che da decenni anima il periodo della Festa della Madonna delle Lacrime.

Luna park

Appena è scoppiata l’emergenza a fine febbraio è stato imposto subito lo stop a tutte le attrazioni. Da allora le trenta famiglie che vi operavano all’interno sono ferme con i loro caravan nel posteggio di via Crippa, accanto al cimitero, mentre alcuni sono dislocati nell’area a ridosso del sottopasso che porta all’ospedale. Sono stati due mesi durissimi, che i giostrai sono riusciti ad affrontare grazie soprattutto al prezioso contributo del Comune.

“Situazione critica”

“Per noi è una situazione molto critica – ha detto Simone Ballarini che con Fabio Iovino è il rappresentante del Luna Park – Se non girano le giostre per noi non ci sono incassi. Siamo stati i primi a chiudere e, chissà quando, saremo gli ultimi a riaprire. Purtroppo è difficile andare avanti per noi, abbiamo perso tanti eventi in questo periodo, quindi speriamo che la situazioni migliori e che il Governo trovi delle soluzioni adeguate anche per noi. Di sicuro per noi le prescrizioni sarebbero una condanna: la mia giostra, ad esempio, ha 32 posti, ma se ne faccio salire 16 alla volta, con le stesse spese di gestione, tanto vale tenerla ferma”.

“Grazie al Comune e al sindaco”

In questi due mesi, i giostrai ne hanno approfittato per fare delle manutenzioni alle attrazioni e ai vari mezzi. Ma non si vede la fine dell’incubo per le oltre 150 persone che vivono grazie a luna park. “Dobbiamo ringraziare il Comune, in particolare il sindaco Juri Imeri, per gli aiuti che ci sono stati dati in queste settimane – ha proseguito Ballarini – Ci è venuto incontro su tutto, ci ha concesso di restare con i nostri caravan e abbiamo ricevuto anche degli aiuti alimentari. Del resto io considero Treviglio come la mia casa: giriamo tanto per il nostro lavoro, ma come questa città ce ne sono ben poche. Voglio ringraziare anche i trevigliesi, molti dei quali ci sono stati vicini e ci hanno supportato in questo periodo. E un grazie lo dobbiamo anche alla Protezione civile, al Gruppo Alpini, alla Caritas e al comandante della Polizia locale, Antonio Nocera”.

La ripartenza è lontana

Da lunedì, con l’entrata in vigore del nuovo Decreto del Presidente del Consiglio, i giostrai potranno spostarsi. Ovviamente non per portare il loro divertimento altrove, visto che i luna park sono ancora vietati. “Chi ha un’abitazione “fissa” potrà raggiungerla – ha chiarito Simone Ballarini, che con la sua famiglia si stabilirà a Osio Sotto dove possiede una casa e un deposito – ma per chi non ce l’ha è un bel problema. A tal proposito ringrazio ancora il sindaco perché si è mostrato disponibile a lasciare questi nostri colleghi in via Crippa finché non trovano una soluzione alternativa. Speriamo che questo brutto periodo passi in fretta o per noi saranno guai”.

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