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L’ultima 500 a Treviglio Vintage da Termini Imerese

A portarla nella Bassa l'urgnanese Paolo Campana

L’ultima 500 a Treviglio Vintage da Termini Imerese
Cronaca 29 Giugno 2017 ore 17:44

La 500 a Treviglio Vintage

Prodotto nel 1975, l’ultimo esemplare dell’utilitaria più iconica del mondo doveva essere destinato alla moglie del direttore dello stabilimento siciliano. Ma il destino ha voluto che le cose andassero diversamente: dalla Sicilia l’auto è arrivata fino a Treviglio Vintage

L’utilitaria più iconica di sempre

« La “500„ va in pensione », « Scompare l’utilitaria degli Anni Sessanta », « Finisce un’epoca nella storia dell’auto », « Diciamo addio a una vecchia amica ». Questi sono solo alcuni dei titoli comparsi sui giornali dell’ agosto 1975. Numerosi quotidiani italiani ed esteri e periodici si sono occupati di una notizia esplosa l’ultimo giorno di luglio. Dagli stabilimenti di Termini Imerese era uscita l’ultima «Fiat 500», l’auto che aveva fatto storia, legandosi indissolubilmente all’epoca d’oro del boom economico italiano del dopoguerra. In totale, da quando fu presentata nel 1936 la «500» è stata prodotta in 520.000 esemplari come la «Topolino» (fino al marzo ’55) e poi, dal ’57, in 4milioni e 100mila unità.

La storia

L’ultima utilitaria prodotta ha una storia davvero affascinante. A quanto pare venne prodotta, nel particolarissimo colore azzurro «farfalla», per essere donata alla moglie dell’allora direttore generale dello stabilimento siciliano. La donna però la ritenne troppo piccola per le sue esigenze e così l’auto fu messa sul mercato e finì in una concessionaria di Palermo. Uno dei dipendenti, Gaetano Tona, pensò che sarebbe stata il regalo perfetto per la moglie Venere e la acquistò. Immatricolata nel gennaio del 76 l’auto in oltre 40 anni non ha mai abbandonato la famiglia, sopravvivendo a tentativi di furto, sommosse popolari e crisi economiche. «Tra tutti io sono quello che l’ha utilizzata di più – ha detto Luciano Tona, figlio di Gaetano, per tante estati ed inverni mi ha accompagnato nei miei spostamenti; oggi mi dedico alla sua valorizzazione per darle finalmente il posto che merita nella storia dell’automobile».

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