Menu
Cerca
lavoro e covid-19

L’operaio che salvò la sua “3B” diventa cavaliere e chiude tutto: “Prima la salute dei dipendenti”

Tra le ricadute economiche e la salute dei suoi dipendenti, Bonacina ha scelto per la seconda, senza alcuna esitazione.

L’operaio che salvò la sua “3B” diventa cavaliere e chiude tutto: “Prima la salute dei dipendenti”
Cronaca Media pianura, 23 Marzo 2020 ore 13:48

“Certo che ho paura delle ricadute economiche, ma ho ancora più paura che i miei dipendenti si possano ammalare, per questo ho fermato la produzione”.

Non ha dubbi  Ferruccio Bonacina, l’ex operaio di Ghisalba che nel 2018, insieme alla moglie Claudia Zini si è preso sulle spalle le sorti dell’azienda “B&B Srl” di Urgnano, l’azienda per la quale lavorava. Creando una nuova società dalle sue ceneri, la “3B meccanica”, che continua a produrre lavorazioni conto terzi in ghisa. Tra le ricadute economiche e la salute dei suoi dipendenti, Bonacina ha scelto per la seconda, senza alcuna esitazione. Chiudendo tutto.

Nomina di cavaliere del lavoro

Bonacina ha deciso di sospendere, già settimana scorsa prima del nuovo decreto di Conte, la produzione in modo tale da tutelare tutti gli operai che lavorano con lui. Una scelta arrivata pochi giorni dopo la nomina di “cavaliere del lavoro”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, infatti, ha recentemente conferito al ghisalbese l’onorificenza di cavaliere del lavoro, proprio per il fatto che è riuscito a salvare le sorte dell’azienda (per cui prima era dipendente) e dei suoi colleghi.

“Una nomina di questo tipo da parte del Presidente della Repubblica non solo è stata inaspettata, ma soprattutto molto gradita – ha commentato Bonacina – anche se, non smetterò di dirlo, l’onore e il merito va soprattutto a mia moglie. Se lei non avesse insistito, non avrei mai fatto nulla. In tempi bui come questi, la nomina è stata proprio una bella sorpresa”.

Stop alla produzione

Intanto, però, alla “3B” di Urgnano la produzione è ferma da venerdì 13 marzo.

“All’interno dell’azienda non c’è più nessuno – ha commentato il titolare – non perché ci siano stati casi di Coronavirus, ma proprio per prevenirli. Al momento lavorano con me 19 operai, onde evitare problemi, ma soprattutto per tutelare la loro salute e quella delle loro famiglie ho preferito fermare tutto momentaneamente. Anche perché ho alcuni dipendenti che vengono da Nembro e Albino, zone dove il numero di casi è elevato”.

Al momento per tutelare i dipendenti è stata chiesta la cassa integrazione volontaria. Purtroppo, da fine gennaio l’azienda aveva iniziato a sentire un calo nel lavoro, abbastanza comune però per il settore meccanico in tutta Italia.

“Si recupererà in agosto”

Questi sarebbero stati i mesi in cui ci poteva essere una ripresa degli ordini e delle lavorazioni. Il Coronavirus ha però impedito che ci fosse una ripresa.

“Sicuramente ho paura per quanto riguarda una ricaduta economica negativa – ha concluso Bonacina – però mi fa più paura pensare di danneggiare la salute dei miei dipendenti, che viene prima di tutto. Avremo modo di recuperare il tempo perso, lavoreremo di più in estate, nel mese di agosto in particolare, quando solitamente la produzione industriale si arresta per le ferie estive. In ogni caso penso di aver fatto bene e non ho dubbi alcuni in merito. Con la salute non si scherza. Speriamo solo che la situazione migliori velocemente e che si possa tornare al più presto alla normalità”.

TORNA ALLA HOME

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Idee & Consigli