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L’omicidio di Bruno Tura: un “cold case” trevigliese

"Uno dei più truci misteri del dopoguerra" riemerge dalle ceneri della Storia.

L’omicidio di Bruno Tura:  un “cold case” trevigliese
Cronaca Treviglio città, 16 Gennaio 2019 ore 20:33

C’è un cippo, sul ciglio destro della strada che dalla Geromina porta a Pontirolo. E sotto il cippo, c’è un cartello. Il cippo, con le sue due croci incerte incise malamente sulla superficie coperta di muschi, è lì da sette decenni. Il cartello seminascosto dall’erba, invece, è recente.

“15 maggio 1948: qui da mano assassina Tura Bruno di anni 28. I tuoi amici”.

Poche parole dalla sintassi ballerina, scritte con pennello e vernice bianca su una tavola quadrata di compensato. Che potrebbero essere l’ incipit di romanzo noir la cui trama, scavando solo un poco sotto la polvere della storia, riesce ancora a impressionare.

Bruno Tura: un delitto di 71 anni fa

Pochi lo immaginano, ma quella strada tra la roggia Moschetta e la Valle del Lupo è stata teatro di uno dei delitti più misteriosi del Novecento trevigliese. Un omicidio brutale e impunito, ancora senza una spiegazione. L’assassinio del motociclista Bruno Tura, avvenuto il 15 maggio 1948. Il mistero, 71 anni dopo, è ancora fitto.

Leggi di più sulle due pagine speciali del Giornale di Treviglio, in edicola da venerdì 18 gennaio 

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