Cronaca
Ambiente

L'ex cava Alberti passa nelle mani del Parco del Serio

L'acquisizione è stata sancita durante la riunione svoltasi martedì della scorsa settimana nella sala della Rocca di Romano.

L'ex cava Alberti passa nelle mani del Parco del Serio
Cronaca Media pianura, 29 Aprile 2022 ore 12:00

L’ex cava Alberti ora appartiene al Parco del Serio: l’acquisizione è stata sancita durante la riunione svoltasi martedì della scorsa settimana nella sala della Rocca di Romano. Nello specifico, l’ente parco è diventato proprietario di una superficie di oltre 34 ettari tra terreni, specchi d’acqua e fabbrica: la nuova proprietà, infatti, venderà il 90 percento dell’area acquisita proprio nei mesi scorsi al Parco a fronte del pagamento di 100mila euro più oneri.

Il destino dell'ex cava Alberti

Un grande risultato per il Parco, come certificato dal presidente Basilio Monaci, che ha ringraziato anche il privato per la disponibilità nei confronti dell’ente.

"Già lo scorso anno avevamo partecipato all’asta per aggiudicarci quest’area a seguito del fallimento dell’azienda che gestiva la cava, ma a spuntarla era stato un privato, che aveva presentato un’offerta economica migliore – ha spiegato – Nonostante ciò, non abbiamo mai abbandonato l’idea di rinaturalizzare e restituire quest’area alla fruizione collettiva, e siamo riusciti a trovare un accordo col nuovo proprietario. Quella in questione è una grande area, che per noi rappresenta l’occasione di renderla disponibile a tutti i cittadini: è un’area di alto pregio naturalistico, con due grandi laghi di cava, dismessa da dieci anni. Dismessa l’impiantistica, si passerà a riqualificazione e progettazione, provando a intercettare, ovviamente, fondi di finanziamento regionali che possano aiutarci nell’impresa".

Si completa il corridoio ecologico

Degli aspetti tecnici del recupero dell’area si è occupata, nel corso della seduta, Laura Comandulli, che con l’ausilio di un PowerPoint ha illustrato ai presenti la documentazione cartografica del caso, riportando l’attenzione sui circa 180mila metri quadrati di terreni che si potranno riqualificare.

"Si tratta di terreni vicini al fiume, che costituiscono una continuità nel corridoio ecologico completando quegli interventi che il Parco sta realizzando da anni – ha commentato – Dal lascito Chiappa a Crema al bosco del Liceo, il meandro verde e, a poca distanza, anche l’ambito della riserva naturale della Palata Menasciutto".

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