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Treviglio e Romano

Lettera di minacce al dg dell’Asst Bergamo Ovest, parla il sindacato

Parla il sindacato Fp Cgil dopo la cessazione dell’appalto nei due Pronto Soccorso e le minacce ad Assembergs.

Lettera di minacce al dg dell’Asst Bergamo Ovest, parla il sindacato
Cronaca Treviglio città, 27 Febbraio 2020 ore 12:23

Dopo la cessazione dell’appalto nei due Pronto Soccorso, di Treviglio e Romano, il direttore generale dell’Asst Bergamo Ovest Peter Assembergs ha ricevuto una lettera anonima di minacce. La solidarietà della Fp-Cgil: “Stesso vile trattamento” riservato in passato nell’ospedale di Treviglio anche al sindacato”.

Lettera di minacce ad Assembergs

A proposito della lettera anonima di minacce ricevuta dal direttore generale della ASST Bergamo Ovest, Peter Assembergs, la FP-CGIL di Bergamo esprime tutta la solidarietà del sindacato, sottolineando come nascondersi nell’anonimato sia “pratica becera e vile che in passato anche la nostra organizzazione sindacale ha subito proprio tra le mura dell’ospedale di Treviglio tramite volantini anonimi diffamatori”.

Sulla questione è intervenuto, questa mattina, Roberto Rossi, segretario generale provinciale FP-CGIL.

“Riteniamo che le corrette relazioni sindacali debbano essere gestite all’interno dei tavoli di confronto e di contrattazione stabiliti dai contratti nazionali, anche con tonti forti e accesi ma sempre e solo alla luce del sole. In quel solco la FP-CGIL, insieme alle altre organizzazioni sindacali, ha affrontato il problema che si è venuto a creare con la cessazione dell’appalto nei due Pronto Soccorso dell’ASST Bergamo Ovest (Treviglio e Romano di Lombardia)”.

Forte disagio negli operatori

E proprio entrando nel merito della vicenda la FP-CGIL coglie l’occasione per “ricordare che la fine dell’appalto ha creato un forte disagio negli operatori che prestano la propria opera in ospedale, sia in Pronto Soccorso che nei reparti. Il venir meno dei medici assunti dalla cooperativa ha creato una falla che è stata ed è tutt’ora coperta dal personale medico già presente in azienda. Ricordiamo che il rimpiazzo con nuove assunzioni non è avvenuto contemporaneamente al venir meno dell’appalto e, tra l’altro, non è ancora completato”.

Le critiche del sindacato

“Dobbiamo anche rilevare che la copertura dei turni di guardia inter-divisionale, cioè quelle che interessano i reparti dell’ospedale, avviene con personale medico affine e non equipollente: continuiamo a ritenere tale scelta non conforme alla normativa vigente, in particolare per quanto attiene ai criteri della sicurezza di operatori ed utenti; non viene proposto alcun affiancamento e se è vero che si tratta di personale medico professionista, è altrettanto chiaro che trattare casi affini e dunque non esattamente inerenti la propria specializzazione comporterebbe un preventivo training. E a proposito di sicurezza cogliamo l’occasione per ricordare, proprio in questo momento di emergenza dovuta al Coronavirus, che il personale va messo nelle migliori condizioni per operare in sicurezza. Da diverse strutture ci giungono segnalazioni ancora di difficoltà a reperire i dispositivi di protezione individuale idonei rispetto alle indicazioni ministeriali e regionali come le mascherine e l’applicazione corretta delle procedure operative di gestione dell’emergenza. Ricordiamo anche che l’impiego di questo personale rischia di sguarnire i servizi da cui gli stessi provengono con possibile ripercussione sulle liste di attesa afferenti quei servizi come per esempio l’oncologia e la diabetologia”.

Tempi di attesa più lunghi al Pronto Soccorso

Il sindacato sottolinea, poi, come i tempi di attesa medi nei due Pronto Soccorso di Treviglio e Romano di Lombardia si siano allungati nei primi 50 giorni del 2020 rispetto ai tempi del periodo tra luglio e dicembre scorsi.

“Pur paragonando due periodo differenti, è pur vero che il gap è decisamente visibile – prosegue Rossi – Pensiamo che la soluzione di gestione con personale interno sia una scelta giusta, ma andava messa in atto gradualmente al reperimento di nuovi medici ed evitando la situazione che si è venuta a creare, magari anche tramite contratti di collaborazione come avviene alla ASST Bergamo Est e Papa Giovanni XXIII. Non crediamo che la soluzione sia un ritorno a soluzioni organizzative esterne e in appalto ma va garantito al personale di lavorare in sicurezza e ai pazienti una garanzia di qualità e di tempi certi per l’erogazione delle prestazioni”.

Solidarietà per le minacce ricevute

Il sindacato coglie anche l’occasione per esprimere tutta la propria solidarietà al personale dell’ASST Bergamo Ovest e delle altre strutture sanitarie pubbliche e private che in questi giorni stanno fronteggiando un periodo di straordinaria tensione.

“Personale – conclude Rossi – che non crediamo percepisca ‘ottimi stipendi’ come invece affermato dal Direttore Assembergs, anzi che andrebbe maggiormente valorizzato, quanto meno raggiungendo un livello salariale in media con i livelli europei. Sarebbe utile superare questa stortura tutta italiana per cui il lavoro di cura sia meno considerato e meno retribuito di altri lavori e stupisce leggere che questo concetto venga espresso da un dirigente della sanità pubblica. Consigliamo alla direzione di lasciar perdere le sterili polemiche sui salari dei medici, in particolare in un momento di emergenza in cui servirebbe capacità di fare quadrato, garantendo una gestione dell’urgenza che tuteli efficacemente sia i cittadini che i lavoratori dell’ASST”.

Leggi l’intervista a Peter Assembergs sul Giornale di Treviglio in edicola domani, 28 febbraio 2020.

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