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Caravaggio

Le uova di Pasqua degli Alpini scatenano una (assurda) polemica

Sulla questione è dovuto intervenire perfino il sindaco Claudio Bolandrini

Le uova di Pasqua degli Alpini scatenano una (assurda) polemica
Cronaca Gera d'Adda, 11 Aprile 2020 ore 09:36

Sono state consegnate ieri, venerdì santo, le uova di Pasqua degli Alpini che le penne nere hanno voluto donare a tutti i bambini di Caravaggio nati nel 2015. Un bel gesto, molto apprezzato dai piccini, ma che ha fatto storcere il naso ai genitori dei bambini nati in anni diversi, che non hanno ricevuto il dono.

Uova di Pasqua degli Alpini

E’ polemica sulle uova di Pasqua degli Alpini

Grande entusiasmo per i piccoli che hanno ricevuto la cioccolata e tantissimi ringraziamenti da parte dei genitori. Ma qualcuno non ha mancato di fare polemica. Si tratta dei genitori di bambini di altre età, che non hanno ricevuto il dono, oppure di pesone che hanno obiettato sui criteri della scelta. “Ma dateli ai bambini che non hanno veramente niente, negli ospedali – ha commentato qualcuno sul gruppo Facebook “Siamo di Caravaggio” – invece di darli a quelli che hanno il cellulare a cinque anni! Come al solito piove sul bagnato”.

L’intervento del sindaco

Sulla questione è dovuto intervenire nientemeno che il sindaco, che questa mattina, non senza un pungente sarcasmo che rispecchia lo stato d’animo di chi, nel mezzo di una pandemia globale, deve giustificare un gesto che non ha altre spiegazioni se non la pura generosità di chi ha donato, ha chiarito che a tutte le famiglie in difficoltà economiche è già stata consegnata una colomba, insieme al pacco alimentare e di beni di prima necessità.

Le uova sono state donate agli Alpini e con la proverbiale e consueta generosità gli Alpini si sono prodigati a donarle a loro volta…
Le uova ricevute tuttavia sono circa 180 mentre i bambini della scuola dell’infanzia, ai quali si sarebbe voluto donarle, sono 464. Che fare?
È stato quindi deciso di regalarle ai nati nel 2015 che sono 173…
Alternative possibili…
La prima: rinunciare alle uova di cioccolato in nome del rigido egualitarismo “o tutti o nessuno” con annessa polemica che i comuni vicini (fa nulla se con 10.000 abitanti in meno di Caravaggio) donano uova di cioccolato e accontentano tutti i bambini mentre a Caravaggio si rinuncia anche al gesto, perché ovviamente si sarebbe trattato di un gesto simbolico perché chi non può comprare un uovo di cioccolato al proprio bambino?
Seconda alternativa: comprare le rimanenti uova per poterle donare a tutti i bambini con annessa polemica che si sarebbero sperperati soldi per cose inutili quando c’è gente in difficoltà che non riesce neppure a fare la spesa…
Terza alternativa: affidarsi alla Dea bendata e procedere al sorteggio alla presenza però di rappresentanti del monopolio di stato per garantire l’assoluta imparzialità dell’estrazione, perché si sa come funzionano queste cose nel Belpaese… le uova sarebbero finite certamente ai figli degli amici e ai figli degli amici degli amici, e poi ai figli dei figli degli amici…
Quarta alternativa: donare le uova di cioccolato alle famiglie indigenti ma si sarebbe dovuto prima sciogliere la questione dei criteri di nomina dei componenti dell’apposita commissione alla quale affidare la facoltà di stilare l’elenco degli aventi diritto… Sarebbe poi seguita l’accusa di aver violato la privacy dei genitori rendendo pubblico con il dono dell’uovo il loro stato di necessità… E infine si sarebbero sollevati, nell’ordine, prima il legittimo sospetto del reale stato di indigenza dei genitori dei destinatiri del dono, e subito dopo, il dubbio insolvibile sull’onestà dell’operato dei commissari scelti… perché si sa come funzionano queste cose nel Belpaese…
Personalmente, dal momento che si tratta di un dono, mi sento di ringraziare il grande cuore degli Alpini, anche per questo gesto.
Se c’è una famiglia in stato di indigenza (oltre alle 120 che hanno finora presentato domanda e stanno ricevendo aiuto) che non può comprare un uovo di cioccolato al figlio non esiti a scrivermelo in privato: sarò felice di donarlo io (senza stampa al seguito) ammesso che non sia già destinataria della borsa di solidarietà alimentare, dove, grazie al grande cuore degli Alpini, trovano anche la colomba…”

 

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