Cronaca
Treviglio

L'appello disperato di Gabriella: "Aiutate mia sorella"

Per una vita si è presa cura della sorella Olga, di otto anni più giovane, affetta dalla sindrome di down. Ma ora le sue condizioni si sono aggravate

L'appello disperato di Gabriella: "Aiutate mia sorella"
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"Vi prego, aiutate mia sorella". E’ un appello, un grido disperato, quello di Gabriella Corna, trevigliese di 65 anni. Per una vita si è presa cura della sorella Olga, di otto anni più giovane, affetta dalla sindrome di down. Un legame fortissimo, quasi una simbiosi tra le due.

"Olga è la mia vita - ha detto Gabriella - Guai a chi me la tocca. Da anni la accudisco, soprattutto da quando non c’è più nostra madre. Abbiamo sempre vissuto assieme e per me non è mai stato un peso. Ma ora la situazione è diventata complicata".

"Vi prego, aiutate mia sorella"

Da Pasqua, infatti, le condizioni di salute di Olga si sono deteriorate. Un decadimento molto probabilmente dovuto alla sua sindrome, per cui si è reso necessario che venga seguita giorno e notte da personale specializzato.

"Fino ad aprile mia sorella era sostanzialmente autonoma - ha spiegato Gabriella Corna - Camminava, si lavava e mangiava da sola, insomma svolgeva senza problemi le normali attività quotidiane. Poi, c’è stato un tracollo".

Il peggioramento improvviso e il ricovero

Il giorno di Pasquetta Olga viene portata in Pronto soccorso perché aveva difficoltà a urinare. Dopo una serie di esami e visite, i medici, vista la situazione, la inviano presso la vicina Fondazione Anni Sereni, con la richiesta di ricovero nel reparto di Cure Intermedie.

"Purtroppo nell’immediato non c’era posto, quindi sono dovuta tornare tre giorni dopo - ha proseguito Gabriella Corna - Il mese dopo è stata invece trasferita nel reparto “Sollievo”, dove devo dire che si è trovata da subito molto bene. Si è ambientata e quindi ho preso contatti con la direzione per capire come fare per farla restare lì anche in futuro nella Casa di riposo. Ormai è necessario perché non è più autonoma".

"Ha bisogno di assistenza e non so più a chi rivolgermi"

Purtroppo, però, per Olga pare non ci sia posto a causa della lista d’attesa. Giovedì 10 luglio dovrà quindi tornare a casa (nel reparto "Sollievo" la permanenza massima è di due mesi).

"Non so più a che santo rivolgermi - ha detto tra le lacrime Gabriella Corna - Ho implorato che la tenessero ancora fino a che non si trova un’altra soluzione, magari in un’altra struttura. Ne ho contattate diverse, anche lontane da Treviglio, ma la risposta è sempre la stessa: non c’è posto. Sono disperata, chiedo che qualcuno si metta la mano sulla coscienza e mi aiuti".

"Io per lei darei la vita, ma Olga ha bisogno di cure"

Secondo quanto riferito dalla 65enne, le sarebbe stata assicurata la fornitura di un letto apposito, di un sollevatore e di una carrozzina (Olga, infatti, ha nel frattempo smesso di camminare). Per la sorella, però, il problema è essere in grado di prendersene cura.

"Io ancora lavoro e Olga ormai necessita della supervisione di personale specializzato - ha sottolineato Gabriella - senza contare che ormai ho anch’io la mia età e faccio sempre più fatica. Ripeto, finché Olga ha avuto un minimo di autonomia per me non è stato un problema prendermene cura. Ma ora è chiaro che deve essere ricoverata in una struttura che possa fornirle assistenza H24. Io per lei darei la vita, ma non sono più in grado di gestirla. Chiedo solo di essere aiutata".

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