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“L’Amore che resta”: il ricordo delle vittime della strada

Ieri a Romano si è svolta la manifestazione in ricordo delle vittime della strada.

“L’Amore che resta”: il ricordo delle vittime della strada
Romanese, 18 Novembre 2019 ore 13:40

Ieri, 17 novembre 2019, a Romano si è svolta la manifestazione in ricordo delle vittime della strada.

Vittime della strada

Ieri nella sala consiliare di Palazzo della Ragione a Romano, si è tenuta la manifestazione organizzata dall’associazione vittime della strada in collaborazione con il Comune. Dopo la funzione religiosa i partecipanti si sono riuniti nella sala consiliare dove le autorità presenti, del Comune, della Polizia di Stato e stradale hanno tenuto i discorsi di rito.

Le statistiche dell’ultimo anno

Il numero dei morti è tornato a diminuire rispetto al 2017 (-44 unità, pari a -1,3%) dopo l’aumento registrato lo scorso anno.Tra le vittime risultano in aumento i pedoni (612, +2%), i ciclomotoristi (108, +17,4%) e gli occupanti di autocarri (189, +16%). Sono in diminuzione, invece, i motociclisti (687, -6,5%), i ciclisti (219, -13,8%) e gli automobilisti (1.423, -2,8%). Sebbene il numero dei morti sia complessivamente in diminuzione, aumentano le vittime sulle autostrade – da 296 nel 2017 a 330 nel 2018, +11% – a causa dell’incidente stradale avvenuto il 14 agosto 2018 sul Ponte Morandi della A10 Genova-Savona-Ventimiglia, che ha coinvolto numerosi veicoli e causato 43 vittime. Il numero degli incidenti con esito mortale sulle autostrade rimane comunque sostanzialmente invariato – da 253 a 258 tra il 2017 e il 2018. Sulle strade extraurbane e urbane le vittime diminuiscono (rispettivamente 1.603, -0,7% e 1.401, -4,5%).

I partecipanti ieri, nella sala consiliare di Romano.

L’amore che resta

Il sindaco Sebastian Nicoli ha elogiato l’operato dell’associazione vittime della strada: “ Sono davvero orgoglioso che il nostro Comune abbia ospitato un’iniziativa così partecipata. – ha detto – Queste persone, che hanno vissuto un dramma così forte come la perdita di un caro, hanno trasformato il dolore in un’azione utile per gli altri. “L’amore che resta”, che è rimasto per il loro caro, li ha spinti a fare qualcosa, in termini di prevenzione, per evitare che altri vivano un dolore così grande”.

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