Note di protesta

La musica dei Pink Floyd contro la DAD e le carenze del trasporto pubblico VIDEO

Il 7 gennaio si tornerà sui banchi al 75% ma resta il nodo di autobus e treni da risolvere.

Cronaca Treviglio città, 09 Dicembre 2020 ore 17:41

Per la loro battaglia hanno scelto una vera e propria bandiera della musica, un vero e proprio inno che hanno fatto loro con nuove parole per gridare tutto il malcontento del mondo scolastico: dagli studenti agli insegnanti fino ai genitori.

Un video per dire “no” alla DAD

E’ sulle note di Another brick in the wall dei Pink Floyd, infatti, che genitori e studenti hanno realizzato il video inviato poi al Governatore della Lombardia Attilio Fontana e all’assessore regionale alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità Claudia Maria Terzi  e per conoscenza anche al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Cosa chiedono? Il rientro il classe, con lezioni in presenza e l’addio definitivo alla didattica a distanza. Non solo. Non basta rientrare in classe, ma bisogna farlo in sicurezza, quella sicurezza garantita dalla scuola ma non certo dal sistema del trasporto pubblico locale.

Il nuovo Dpcm, infatti, prevede il rientro in classe per le scuole superiori al 75% delle presenze a partire dal prossimo 7 gennaio. Sarà competenza degli enti locali, poi, organizzare il trasporto e coordinarsi con le scuole per garantire ingressi scaglionati. Fin qui tutto bene, verrebbe da dire.

Il nodo del trasporto pubblico

Ma genitori e studenti sanno bene che il problema non potrà risolversi in quattro settimane.

“Può il popolo della scuola tirare un sospiro di sollievo? Vorrà dire che, alla riapertura delle scuole in sicurezza dopo il periodo natalizio, sarà risolto il problema del trasporto? Di quei mezzi che, se sovraccarichi, espongono i ragazzi a rischio di contagio? Gli stessi che nel caso in cui i trasporti non siano sincronizzati con gli ingressi e le uscite scolastiche costringono gli studenti a girovagare – si legge nella lettera inviata a Regione e Governo – Significa che la regione, i comuni, i prefetti elaboreranno finalmente un piano incrociando le corse dei pullman, oltre limiti delle province, aumentando le corse di tutti i mezzi entro il 7 gennaio? Tutto quello che in questo settore non è stato fatto da maggio a oggi (o forse è meglio dire da anni a oggi) verrà risolto in circa quattro settimane festività escluse? Ce ne rallegriamo”.

In difesa dell’articolo 34 della Costituzione

“Noi possiamo dire con certezza che la scuola, quella fatta di persone, ha saputo dare risposte concrete nonostante i conflitti tra le istituzioni. Infatti ha garantito il distanziamento di 1 metro tra le ‘bocche degli alunni’ e di 2 metri dalla cattedra, ha organizzato ingressi differenziati e anche se solo per pochi giorni, ha attivato la didattica in presenza – continua la lettera – E ha fatto tutto questo con le proprie forze, con passione e generosità. Per questo vogliamo dire con forza alle autorità che ora è il momento di svolgere davvero il proprio compito non ripetendo gli errori di settembre. Come? Organizzando una rete di trasporti sicura, adeguata ai numeri degli studenti, funzionale agli orari di ingresso e di uscita per portare tutti a scuola, nessuno escluso, senza più interruzioni. Noi chiediamo soltanto il rispetto dell’articolo 34 della Costituzione: il diritto allo studio perché la scuola sia aperta a tutti”.

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