Caravaggio

La mucca Speranza in dono a un allevatore piegato dal botulino

Un gesto di solidarietà che l'allevatore di Vidalengo, che ha un'azienda agricola a Brignano, ha voluto fare nei confronti di un collega bresciano.

La mucca Speranza in dono a un allevatore piegato dal botulino
Cronaca Gera d'Adda, 15 Dicembre 2020 ore 14:56

La mucca Speranza donata dall’azienda agricola dell’imprenditore e consigliere comunale Matteo Colombo alla stalla di Pralboino, nel Bresciano, colpita dal botulino. Un gesto di solidarietà tra allevatori, che ha oltrepassato i confini provinciali.

Mucca Speranza: un regalo di Natale al collega sfortunato

In un anno già difficile, segnato dall’epidemia di Coronavirus che ha creato difficoltà in tutti i settori dell’economia, sulla Cascina Rezzano, condotta dal 55enne Gianpaolo Zani e dalla moglie 54enne Lia Petrelli si è abbattuto un altro ciclone: quello del batterio Clostridium botulinum, che ha stroncato 38 vacche in lattazione su 41. In 15 giorni l’intera stalla è stata cancellata di colpo, un danno di circa 100mila euro, che ha messo in ginocchio la famiglia. Grazie a un passa parola però si è immediatamente attivata la solidarietà dei colleghi che, dai Comuni limitrofi ma anche dalle province vicine, hanno inviato gli animali per ricostituire la mandria. Allevatori bresciani, cremonesi, mantovani, lodigiani e anche Bergamo ha fatto la sua parte, ci ha pensato Colombo, residente a Vidalengo ma titolare della «Our Dream’s Farm» di Brignano.

Un passaparola che ha salvato un'azienda

«Siamo venuti a conoscenza della grave situazione in cui versava Zani dal nostro veterinario che ha fatto la diagnosi infausta - ha raccontato il giovane imprenditore - infatti l’allevatore è seguito dal “Centro veterinario Embriovet” di Brescia, uno studio associato di cui fanno parte una decina di professionisti che hanno contattato i loro assistiti per chiedere se potevano dare una mano. Non ci abbiamo pensato due volte e abbiamo messo a disposizione l’animale che serviva».
Un dramma, quello dell’allevatore bresciano, che si è trasformato in un’occasione in cui gli imprenditori agricoli e zootecnici hanno dimostrato ancora una volta di sapersi unire nei momenti più duri.
«Purtroppo il botulino provoca un’intossicazione alimentare da cui non c’è scampo, per evitare l’agonia gli animali vengono abbattuti e a carico dell’allevatore c’è anche lo smaltimento delle carcasse - ha spiegato Colombo - oltre al fatto che l’assicurazione non concede risarcimento in questi casi. Per aiutare Zani abbiamo deciso di ricostituire una mandria reale: se infatti tutti avessimo inviato un animale di primo parto già sgravato, lui tra dieci mesi avrebbe avuto le vacche gravide e quindi non avrebbe più munto. Coordinati dai veterinari ognuno ha allora donato il suo capo in base alle esigenze: io ho detto che potevano scegliere perché avevo buona disponibilità di animali. Alla fine è stata scelta una mucca di cinque anni, da terzo parto, nel pieno della sua espressione produttiva, già gravida. Una parte della nostra azienda quindi continuerà in quella del collega, perché la vacca manterrà il nostro prefisso “Dream”, una sorta di cognome dell’animale. Le abbiamo dato il nome di Speranza e tra una decina di giorni arriverà nella sua nuova stalla dove con le altre mucche ridarà vita all’azienda di Zani».

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