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Romano, la minoranza querela sindaco, assessore, segretario e responsabile finanziario

Michele Lamera e Luciano Dehò hanno presentato un esposto in Procura su alcune procedure utilizzate nell'elaborazione dello stato patrimoniale del Comune.

Romano, la minoranza querela sindaco, assessore, segretario e responsabile finanziario
Cronaca Romanese, 13 Aprile 2021 ore 22:17

Falso ideologico e abuso d’ufficio. Sono queste le accuse  che il Polo civico di Michele Lamera e Luciano Dehò ha mosso nei confronti del sindaco di Romano di Lombardia Sebastian Nicoli, dell’assessore al bilancio Marco Seghezzi, del segretario comunale Giuseppe Brando e dell’ex responsabile dell’area finanziaria Angelo Nicoli. La vicenda risale ormai a due anni fa, ma sono emerse solo oggi, quando per tramite del proprio avvocato Angelo Capelli i due consiglieri hanno presentato opposizione alla richiesta di archiviazione delle indagini, avanzata dallo stesso Pm che evidentemente non ha ravvisato gli estremi per chiedere un processo nei confronti degli accusati.

Patrimonio variato

Le accuse della minoranza rientrano nell’ambito del dibattito sul presunto “ammanco” da dieci milioni di euro, rilevato da Michele Lamera nello stato patrimoniale del Comune di Romano di Lombardia.  Non il conto economico, bene chiarirlo, che mette a confronto spese ed entrate del Comune, ma la ricognizione del valore del patrimonio immobiliare (ma non solo) dell’Ente.

Uno scostamento, rispetto agli anni precedenti, che il consigliere del Polo civico portò all’attenzione del Consiglio comunale già nella seduta del 12 ottobre 2019. Dal Consiglio la questione divenne un argomento di discussione della Commissione  trasparenza. In questa sede, l’Amministrazione comunale dimostrò però  ai capogruppo civici che la mancanza da loro evidenziata in realtà non era altro che una ricontabilizzazione del valore del patrimonio comunale operato da un’agenzia esterna, formulata secondo dei nuovi parametri stabiliti da un cambio normativo. Una questione meramente tecnica, insomma, secondo l’Amministrazione comunale.

Il vizio procedurale

Il gruppo civico, di fronte questa spiegazione, denunciò però un mancato rispetto della procedura da parte dell’Amministrazione comunale, che avrebbe dovuto secondo Lamera e Dehò autorizzare la ricontabilizzazione del patrimonio comunale attraverso una delibera di Consiglio. Un passaggio mai avvenuto. Il gruppo civico nel settembre del 2020 però ha deciso così di agire per vie legali, presentando un esposto alla Procura di Bergamo attraverso il quale ha denunciato il sindaco, l’assessore al bilancio , il segretario comunale e il responsabile finanziario del Comune di falso ideologico e abuso d’ufficio. In verità, è poi emerso, l’esposto alla Procura era stato preparato tempo prima ma l’emergenza sanitaria ha dilatato i tempi procedurali. Il punti focale dell’esposto riguardano la mancanza di documenti siano essi perizie o studi tecnici che giustificassero la variazione di valore degli immobili o dei beni del patrimonio comunale.

Capacità di spesa

Un altro aspetto delle contestazioni è quella riguarda delle voci del bilancio patrimoniale sarebbero state spostate su altre parti del bilancio per trarne benefici a livello d’investimenti da parte dell’Amministrazione comunale stessa. Nello specifico si tratta della capacità di spesa dell’Amministrazione comunale che è rimasta intatta nel 2019, nonostante la compensazione che si sarebbe dovuta operare per un errore del bilancio del 2017. Anche in questo caso, secondo le minoranze, si è verificata una mancanza da parte degli amministratori che avrebbero dovuto mettere a riserva dei fondi, tra quelli a disposizione nel 2019, per compensare l’errore dell’anno precedente. Passaggio che non è stato effettuato: la capacità di spesa dell’Amministrazione è rimasta invariata e l’errore dell’anno precedente comunque è stato compensato.

La richiesta di archiviazione

Il magistrato della Procura, incaricato dell’inchiesta, dopo gli accertamenti effettuati però ha presentato un’istanza di archiviazione al Tribunale. Non rilevando dunque alcun reato. Istanza alla quale si è opposto oggi il gruppo civico attraverso il proprio legale Capelli. Ora il Gip, il giudice per le indagini preliminari, valuterà la documentazione presentata e gli atti e si pronuncerà.

“Sono davvero rammaricato nell’aver scoperto, un anno dopo dalla decisione di essere stato denunciato.- ha detto il sindaco Sebastian Nicoli – Ritengo che le argomentazioni a sostegno delle accuse consistano in passaggi che tecnicamente sono impossibili da realizzare. E il fatto che il Pm della Procura abbia richiesto l’archiviazione lo provi. Ora porteremo avanti ancora le nostre argomentazioni e attendiamo il pronunciamento del Gip”. Interpellati, i due estensori dell’esposto non hanno commentato, per ora, la vicenda.

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