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La città riscopre il genio di Antonio Tadini

A Bergamoscienza, la kermesse culturale e scientifica del capoluogo orobico, la dedica a Antonio Tadini

La città riscopre il genio di Antonio Tadini
Cronaca 23 Settembre 2017 ore 14:34

A Bergamoscienza, la kermesse culturale e scientifica del capoluogo orobico, la dedica a Antonio Tadini.

Il progetto

La riscoperta del matematico e ingegnere romanese non è casuale. Tutto ebbe inizio quando una sua parente, Annarosa Galbiati, decise di rivolgersi all’Amministrazione comunale per dare risalto ad una figura che nell’800 fu centrale per il Norditalia. «Siamo soddisfatti di questo percorso che abbiamo svolto – ha detto il sindaco Sebastian Nicoli – Tadini era un romanese rimasto troppo tempo nell’ombra. Il lavoro di riscoperta rientra in un percorso di rivalorizzazione della città in tutte le sue componenti. Ecco perché oggi siamo fieri di dire che Bergamoscienza farà tappa per la prima volta in pianura, a Romano, forte motivo di vanto per tutti noi».

Scienziato e ingegnere di Napoleone

Nato a fine ‘700, Antonio Tadini fu un uomo di scienza ma non solo: fu una figura poliedrica, interessata sia alla teoria del mondo che al mondo stesso. Importante è il suo trattato «Della misura e del movimento delle acque correnti», così come tantissime altre pubblicazioni. Da scienziato ha saputo essere anche amministratore, perché le sue teorie e misurazioni erano applicate per migliorare il deflusso delle acque così da evitare danni al territorio. «Questo è un problema che può ricordare i nostri tempi – ha detto l’archivista Barbara Cattaneo – ma in realtà la modernità di Tadini sta nella modalità di ricerca, del non accontentarsi e trovare sempre una soluzione migliore al problema».

Le scuole romanesi in prima fila

In occasione di Bergamoscienza, alcuni ragazzi dei due istituti cittadini hanno svolto degli studi sul matematico. Il liceo «Don Milani» si è specializzato sulla figura dello scienziato. «Abbiamo cercato di far comprendere a dei ragazzi delle elementari – ha detto una studentessa – che la scienza non è qualcosa di imposto o restrittivo, anzi nasce dalla curiosità e può essere affascinante. Tutto ciò grazie ad alcuni semplici esperimenti».
Ma il  «vero» esperimento è stato condotto dall’istituto tecnico Rubini. Alcuni ragazzi infatti si sono prestati a misurare la portata di uno dei corsi d’acqua simbolo del paese, ovvero della roggia Fontanone. Hanno gettato una ghianda e, preso un punto di riferimento, sono riusciti a calcolare portata e velocità di scorrimento delle acque del fiume.