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Appello ai parlamentari

La Cisl: “Test sierologici per tutti i lavoratori bergamaschi”

Francesco Corna, segretario generale Cisl Bergamo, pensa alla "fase 2", quando la maggioranza delle imprese riaprirà i battenti e molta parte dei lavoratori sarà chiamata a ripartire.

La Cisl: “Test sierologici per tutti i lavoratori bergamaschi”
Cronaca Gera d'Adda, 08 Aprile 2020 ore 16:28

“La ripresa delle attività è necessaria per evitare di piombare in una crisi economica senza precedenti, ma la tutela della salute dei lavoratori, e impedire la ripartenza su larga scala del contagio, deve rimanere il primo obiettivo di istituzione e forze sociali, associazioni imprenditoriali comprese. Per questo chiediamo che, oltre alle misure preventive, già predisposte in alcune aziende e rese obbligatorie per tutte, siano attivati controlli e test per ogni dipendente che rientri al lavoro”.

Così Francesco Corna, segretario generale Cisl Bergamo, alla luce delle richieste e proposte per la «fase 2», quando la maggioranza delle imprese riaprirà i battenti e molta parte dei lavoratori sarà chiamata a ripartire.

Serve massima prudenza per riaprire

“Nella nostra provincia duramente colpita da migliaia di contagi e con un tessuto produttivo importante, si rende necessaria la massima prudenza nell’affrontare la ripresa produttiva. Dobbiamo avere come nostra bussola la salute di chi lavora, per scongiurare una ricaduta che renderebbe vani i grandi sacrifici fatti sino ad ora. Per questo, chiediamo che sia previsto un finanziamento dedicato alla nostra provincia che preveda il test sierologico per tutti i lavoratori in ogni luogo di lavoro”.

L’appello ai parlamentari

Il sindacato si rivolge anche ai parlamentari bergamaschi perché sostengano la proposta nei confronti del Governo e della Regione. L’operazione sarebbe imponente: un screening su tutta la popolazione lavorativa della provincia, che per il capillare contagio necessita di un’attenzione particolare rispetto al resto del Paese.

“Il test può essere utile, per evitare che riprenda il contagio. Tenteremo di inserirlo nel protocollo che stiamo discutendo con Confindustria e Ats – continua Corna – Vogliamo inoltre ribadire la nostra richiesta di un tavolo provinciale coordinato dalla prefettura, con la partecipazione di associazioni sindacali, datoriali e istituzioni per gestire questa grave crisi che comporterà pesanti ricadute economiche e sociali soprattutto nella nostra provincia”.

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