Garbagnate

Infermiere accusato di aver manomesso i macchinari in ospedale e di aver ucciso lo zio della moglie

L'anziano è morto il 10 ottobre scorso. Il 49enne ha acquistato un biglietto aereo per Parigi di sola andata ma poi ha rinunciato alla fuga.

Infermiere accusato di aver manomesso i macchinari in ospedale e di aver ucciso lo zio della moglie
29 Ottobre 2020 ore 12:16

L’accusa è pesantissima: omicidio. Avrebbe ucciso lo zio della moglie manomettendo il macchinario dell’ospedale che dava sedativi all’anziano. Per questo un uomo di 49 anni è stato arrestato. Ne danno notizia i colleghi di PrimaMilanoOvest.it (QUI I DETTAGLI).

L’accusa di aver ucciso lo zio 

I Carabinieri della Stazione di Garbagnate, coadiuvati da personale del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Rho, hanno arrestato L.P., 49enne di Paderno Dugnano  perché  gravemente indiziato del delitto di omicidio di P.F., classe 1933 (zio della consorte del fermato), deceduto il  10 ottobre all’ospedale di Garbagnate Milanese.

Il provvedimento della Procura di Milano  scaturisce dalle attività di indagine, avviate il 12 ottobre a seguito della formalizzazione della denuncia, presentata presso la Stazione di Garbagnate, da parte di un medico in servizio presso l’ospedale “G. Salvini”. In particolare il medico denunciava che P.F., malato terminale sottoposto a ventilazione polmonare meccanica ed in trattamento con terapia sedativa mediante l’utilizzo di un macchinario elettromedicale a pompa ad infusione volumetrica, aveva verosimilmente ricevuto, sia in data 9 che in data 10 ottobre scorsi, una dose particolarmente elevata di farmaci sedativi, dovuta alla manomissione della programmazione del citato macchinario, alterazione ritenuta strettamente connessa con il decesso.

L’indagine e la fuga

Le successive analisi dei filmati di videosorveglianza dell’ospedale, a seguito anche di controllo incrociato con i dati ricavati dall’analisi dei tabulati telefonici dell’utenza mobile in uso all’indagato, risultato essere un infermiere professionale e già operatore di rianimazione, nonché conoscitore del funzionamento della pompa di infusione, hanno consentito di appurare l’esclusiva presenza dello stesso ad accudire la vittima nei giorni in questione. Circostanza per giunta corroborata dal fatto che quest’ultimo, a causa delle restrizioni all’accesso dovute all’attuale pandemia da virus SARS-COV-2, era l’unico detentore dell’apposito pass rilasciato dall’ospedale per le visite in favore del defunto.

Grazie al gps installato sull’auto i carabinieri sono riusciti a individuarlo in sosta nel parcheggio dell’aeroporto di Milano – Linate e che il 49enne aveva prenotato un volo di sola andata per Parigi.

Poi, però, ci ha ripensato non ha preso il volo già prenotato ma è rientrato a casa dove è stato bloccato. Il Gip del Tribunale di Milano la convalidato l’arresto disponendo gli arresti domiciliari.

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