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In Brasile si dice la messa in bergamasco, merito di un barianese dell'800

Alessandro Tirloni partì da Bariano alla volta del Brasile dove un'intera città ancora rivendica con orgoglio le proprie origini bergamasche

In Brasile si dice la messa in bergamasco, merito di un barianese dell'800
Romanese, 19 Luglio 2018 ore 16:31

A Botuverà, Brasile, si parlano due lingue. Portoghese e, pensate un po’, un misto di dialetto bergamasco-veneto. Anche la messa si dice in bergamasco.

Una festa bergamasca oltreoceano

Chi l’avrebbe mai detto che in America Latina, a più di 9mila km di distanza in linea d’aria si celebrasse, ogni anno, una “Festa bergamasca”, un’intera giornata dedicata alla nostra terra, una festa nel corso della quale i nostri “cugini” brasiliani parlano solo in dialetto e si vestono con abiti storici che rievocano i vestiti degli antichi coloni italiani giunti in Brasile?

Alessandro Tirloni, da Bariano a Botuverà

Assurdo a crederci, ma è così. A Botuverà la cultura bergamasca è più viva che mai. Merito di Alessandro Tirloni, nato a Bariano nel 1852 ed emigrato in Brasile, ha avuto 12 figli che hanno dato vita a una comunità bergamasca attiva ancora oggi. Dalla sua impresa nacque un'intera città, quella di Botuverà appunto. Nel 1909 il barianese decise di tornare nella Bassa, ma oltreoceano i suoi discendenti portano avanti con orgoglio il ricordo dell'antenato.

Messa in bergamasco

Pensate che alcuni anni fa, nel 1996, un parroco della cittadina brasiliana – manco a dirlo, imparentato con la famiglia Tirloni – ha ottenuto dal Pontefice il permesso per la traduzione di un libretto della messa in bergamasco. Così, mentre nella Bassa la messa è rigorosamente in italiano da molti anni, a Botuverà, letteralmente dall’altra parte del mondo, almeno una volta l’anno “Sa dìs la Mèssa ‘n bergamasch”.

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