Cavernago

Il Tar dice no all’ordinanza anti-slot di Cavernago: illegittimi i limiti orari

Il Tar dice no all’ordinanza anti-slot di Cavernago: illegittimi i limiti orari
Media pianura, 06 Ottobre 2020 ore 12:51

L’ordinanza del sindaco di Cavernago per limitare l’orario di utilizzo delle slot machine è illegittima. Lo ha deciso il Tar della Lombardia, accogliendo il ricorso di una sala videolottery del paese. Il regolamento comunale impugnato è quello del 2018, cui seguì l’anno dopo un’ordinanza del primo cittadino Giuseppe Togni. Il documento vietava il gioco d’azzardo in paese tra le 23 e le 9, in sostanza imponendo la chiusura serale delle (diverse) attività di gioco lecito del piccolo Comune. Una misura dichiaratamente politica, per contrastare la ludopatia, aveva spiegato Togni. Ma ora il Tar ha bloccato tutto.

Il Tar accoglie il ricorso: ordinanza da buttare

I giudici amministrativi hanno infatti sostengono che per le videolottery sia sufficiente la regolamentazione vigente a livello nazionale. Si tratta infatti, spiega il Tar, di «un tipo di gioco a elevato contenuto tecnologico, e dunque già regolabile a monte attraverso i programmi informatici che collegano i terminali alla rete telematica». In questo senso «un’innovazione significativa» è stata introdotta dal Decreto dignità del 2018, che ha previsto l’uso degli da apparecchi da gioco «esclusivamente mediante l’utilizzo della tessera sanitaria, al fine di impedire il coinvolgimento dei minori». Un’altra innovazione a tutela dei soggetti più a rischio è inoltre « l’introduzione di formule di avvertimento sui medesimi apparecchi».
La tecnologia, inoltre, consente «di monitorare il volume di gioco e la sua distribuzione sul territorio nazionale, anche al fine di tenere sotto controllo le aree più soggette al rischio di concentrazione di giocatori affetti da ludopatia».

“Gestori dei locali penalizzati economicamente”

Secondo il Tar il regolamento comunale e l’ordinanza rappresentano il frutto “di un’impostazione rigida, che priva la licenza rilasciata dalla Questura di una porzione significativa del suo contenuto economico senza incidere sul principale fattore di rischio per i giocatori”. La disciplina comunale sugli orari di gioco dovrà quindi essere riformulata e Comune e Sindaco dovranno tenere conto delle nuove norme tecniche “che attuano le norme statali sul controllo del gioco d’azzardo e sulla prevenzione della ludopatia”.

Un (ennesimo) avvertimento per i Comuni

Più in generale, la sentenza rischia tuttavia di avere effetto anche su diverse altre iniziative legislative dei Comuni, il cui intervento nel settore, spiegano esplicitamente i giudici del Tar, “deve tenere conto della nuova disciplina del gioco d’azzardo, e delle norme tecniche adottate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per consentirne l’implementazione”. Bastoni tra le ruote che si aggiungono, insomma, anche a tutta un’altra serie di iniziative anti-ludopatia cominciate a livello locale negli scorsi mesi e poi sistematicamente cassate (ne parlavamo QUI).

Il paese risultava nel 2018 al posto numero 228 su 7.954 Comuni italiani nella classifica generale per giocate pro- capite. Ma è anche vero che le rilevazioni effettuate si riferiscono al luogo di gioco e non alla residenza dei giocatori. E Cavernago “sconta” il fatto di avere un polo dedicato all’intrattenimento  molto attrattivo sul suo territorio, lungo la Provinciale.

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