Il Sud America “on the road” sulle tracce del giovane “Che” Guevara

E’ questa l’incredibile storia raccontata, venerdì scorso, da Nadia Rossi ed Emiliano Perani, rispettivamente 28 e 34 anni.

Il Sud America “on the road” sulle tracce del giovane “Che” Guevara
Romanese, 10 Gennaio 2020 ore 17:44

Il Sud America in sette mesi, con lo zaino sulle spalle e spostandosi su mezzi pubblici e in autostop. E’ questa l’incredibile storia raccontata, venerdì scorso, da Nadia Rossi ed Emiliano Perani, rispettivamente 28 e 34 anni.  I due sono stati ospiti dell’Amministrazione comunale all’interno di casa Gorini per una serata On the road, nel corso della quale hanno proiettato il docufilm di viaggio che hanno realizzato e raccontato le loro avventure nel corso di un viaggio in Sud America, presentando anche il libro-reportage che ne hanno tratto.

Sud America on the road

“Questo viaggio lo sognavamo da tempo, e siamo partiti a gennaio 2018, quando una congiuntura favorevole nelle nostre vite lavorative ce lo ha concesso – ha raccontato Nadia, insegnante – Era quella la stagione migliore per visitare il Sud America, perché a gennaio lì è estate. Così siamo partiti da Milano e atterrati a Buenos Aires, e da lì abbiamo iniziato a viaggiare verso sud fino alla punta meridionale del continente, per poi risalire attraverso Cile, Argentina, Bolivia, Perù ed Ecuador”.

Un viaggio durato quasi sette mesi e risultato molto impegnativo, soprattutto dal momento che Nadia ed Emiliano si sono mossi usando prevalentemente mezzi pubblici.

“Avevamo alcuni contatti, e attraverso portali e organizzazioni varie abbiamo trovato occasioni per lavorare in cambio di vitto e alloggio – ha proseguito nel suo racconto Nadia – Siamo stati fortunati perché tutti coloro che abbiamo incontrato ci hanno aperto le porte e le braccia e ci hanno aiutato. Abbiamo scritto, durante il viaggio, un blog, che al rientro ho sviluppato in un libro dal titolo “Un viaggio per due: Sud America zaino in spalla”, dal quale abbiamo tratto anche un documentario audiovisivo, una specie di film dove raccontiamo le nostre avventure. Ora siamo attesi, a febbraio, al mini festival degli autori emergenti di Treviolo, dove avremo ancora modo di raccontare la nostra esperienza”.

Quei 300 km in autostop…

Del resto, aneddoti da raccontare a Nadia ed Emiliano non mancano di certo: “E’ molto difficile scegliere un momento significativo del nostro viaggio. Sicuramente non dimenticheremo mai la lunga tratta di quasi 300 km che abbiamo fatto in autostop. Anche la sera, col buio, abbiamo avuto la fortuna di trovar sempre qualcuno disposto a darci un passaggio. Poi come dimenticare le situazioni più difficili e i momenti di paura, come quando ci siamo impantanati in mezzo al nulla in Bolivia con una jeep e ci sono venuti a prendere perché avevamo la ruota completamente incastrata nel sale. O come quando, nella foresta Amazzonica, abbiamo trovato un’impronta ancora fresca lasciata da una tigre. Fortuna che il felino non è ripassato di lì”.

La passione per il viaggio, comunque, è rimasta immutata: “L’estate scorsa siamo riusciti a fare ancora una vacanza lunga, di un mese, in Iran, sempre con lo stesso spirito che abbiamo portato con noi in Sud America – ha concluso Nadia – Anche da questo viaggio stiamo lavorando per trarre qualcosa da trasmettere. Per il futuro, invece, vedremo”.

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