Il Natale benefico di "Aiutiamoli a vivere" a Spirano

Aiutiamoli a vivere e il Nedal a Spirà, ventitre anni dopo la prima esperienza.

Il Natale benefico di "Aiutiamoli a vivere" a Spirano
Treviglio città, 24 Dicembre 2019 ore 13:12

Ventitre anni. E' ormai dal 1996 che la sezione spiranese dell'associazione Aiutiamoli a vivere organizza la settimana del risanamento, per  i bambini bielorussi nati e cresciuti nei pressi dell'ex centrale di Chernobyl. Quest'anno la manifestazione ha coinciso con il  «Nedal a Spirà».

"Aiutiamoli a vivere", dopo Chernobyl, per il futuro

L'associazione si promuove di organizzare forme di  ospitalità dei bambini bielorussi, dopo la pesante eredità lasciata dal disastro di Chernobyl. A raccontare l’impegno dei volontari è la presidente Caterina Passera. «Dal 1996 tutti i mesi di maggio ospitiamo i bambini bielorussi per quello che noi chiamiamo il mese del risanamento – ha detto – hanno tra i 7 e gli 11 anni. Le famiglie che li ospitano sono di Spirano e di Zanica. Una volta arrivati, i bambini frequentano tutte le iniziative della comunità, vanno a scuola, si fermano a mensa, partecipano alle attività dell’oratorio e dell’Amministrazione, che ci sostengono. Facciamo con loro delle gite al mare ed in montagna, perché hanno tanto bisogno di giocare all’aria aperta e di tanto sole». E con questo progetto i volontari sono diventati nonni. «I primi bambini che abbiamo ospitato erano quelli nati nel 1987 – ha detto – e ora c’è stato un cambio di generazione, per cui sono i loro figli a venire da noi». Nonostante siano passati decenni da quando la nube tossica ha invaso la Bielorussia, i danni sono rimasti. «Frequentando posti sani questi bambini hanno meno probabilità di ammalarsi in inverno – ha proseguito la presidente – nel loro paese sono sempre a contatto con il cesio, anche ora, perché quella terra non è mai stata bonificata. Purtroppo si pensa spesso che sia finita e invece no. I genitori partoriscono figli che hanno più problematiche di loro, soprattutto al cuore e alla tiroide. Per le cure non invasive li curiamo in Italia, ma sosteniamo anche dei progetti nel loro paese». Tra questi ci sono scuole, istituti, ospedali, serre. «Con i soldi raccolti dai comitati lombardi abbiamo ristrutturato l’ospedale, la pediatria, il pronto soccorso e gli ambulatori – ha concluso la presidente – con queste feste noi sosteniamo il loro arrivo in modo che le famiglie possano avere meno spese».

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