Il miracolo di Giorgia: “Il nostro dolore è diventato amore” FOTO

Oggi, nella chiesa parrocchiale di Arzago, l'ultimo saluto alla giovane mamma sconfitta dal male in soli tre mesi.

Il miracolo di Giorgia: “Il nostro dolore è diventato amore” FOTO
Treviglio città, 21 Gennaio 2020 ore 16:33

Una bara bianca e tantissime persone per l’ultimo saluto a Giorgia Saulea, la 30enne scomparsa sabato dopo aver lottato tre mesi contro il male che l’aveva colpita e che alla fine se l’è portata via. Moglie e madre, Giorgia, con la sua storia di coraggio e di speranza ha raccolto attorno a sé tante persone che oggi, 21 gennaio 2020, nella chiesa parrocchiale di Arzago l’hanno voluta accompagnare nel suo ultimo viaggio.

Addio dolce Giorgia

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Si sono conclusi poco i funerali celebrati da con Tonino Bini, collaboratore del Santuario di Caravaggio e dal parroco di Arzago don Enrico Strinasacchi. Una cerimonia commovente e intensa anche grazie ai canti eseguiti dalla corale parrocchiale di Arzago della quale Giorgia da alcuni anni faceva parte. A prendere la parola, poi, è stato il marito di Giorgia, Michele Liuzzi che, scoperta la malattia aveva anche lanciato l’appello per una raccolta fondi che gli permettesse di curare la moglie e restarle accanto.

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Il miracolo di Giorgia

Al termine della cerimonia Liuzzi ha voluto ricordare l’amata moglie e ripercorrere questi tre mesi di dolore che la loro famiglia ha vissuto.

“Un dolore che si è trasformato in amore quello di migliaia, migliaia e migliaia di persone che hanno conosciuto la storia di Giorgia e hanno fatto sentire il loro affetto il loro amore a Giorgia, a me e a Leo”.

Sposati da quattro anni, con un bimbo di due, non pensavano di dover affrontare una prova così dura. Racconta di quel giorno, quando il medico gli rivelò la diagnosi tremenda e ingiusta. Un male incurabile e inoperabile che avrebbe portato via Giorgia in pochissimo tempo.

“Ma a lei dovevamo raccontare un’altra storia, per non farla preoccupare, anche se lei aveva capito tutto soprattutto negli ultimi giorni – ha raccontato – il peso di tutto questo era troppo per noi, così abbiamo deciso di condividerlo. E mentre continuavamo a pregare perché Dio concedesse il miracolo non avevamo capito che il miracolo era già avvenuto: ed era tutto quell’amore”.

Al termine della cerimonia la salma è stata tumulata al cimitero di Arzago.

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