Il Grana Padano difende il Parmigiano sconfitto dagli Usa (colpa di Brexit e di Trump)

Che c'entra Trump con i World Cheese awards?

Il Grana Padano difende il Parmigiano sconfitto dagli Usa (colpa di Brexit e di Trump)
Cronaca 21 Ottobre 2019 ore 16:46

“Order!” urlerebbe probabilmente lo speaker della Camera dei Comuni John Bercow,  dovesse raccontare  questa strana storia di formaggi e geopolitica.  A proposito di Brexit ne  ha viste di cotte e di crude negli ultimi tre anni, ma nemmeno lui , con tutta probabilità si sarebbe del resto immaginato che l’uscita dall’Ue del Regno unito avrebbe potuto avere ripercussioni su una gara casearia a Bergamo.

E’ invece andata proprio così, a detta nientemeno che del  Consorzio del Grana Padano. Che all’indomani della kermesse  internazionale  “Forme” che si teneva a Bergamo questo weekend, e che ospitava il World Cheese Award, uno dei premi del settore più importanti al mondo, ha contestato la decisione della Giuria di far vincere un formaggio americano.

La vittoria agli americani

Il miglior formaggio al mondo, almeno secondo i giudici del concorso, è infatti il “Rogue River Blue”: un giovane erborinato prodotto in Oregon, che ha sbaragliato decine di concorrenti tra cui anche parecchi battaglieri formaggi italiani  che pure “giocavano in casa” a Bergamo. Alla conta dei punti, il Rogue river blue era arrivato in realtà pari merito con un Parmigiano Reggiano 25 mesi prodotto da caseificio Santo Stefano di Basilicagoiano. Ma dovendo decidere un vincitori, alla fine il presidente della Giuria (inglese) ha decretato che il migliore formaggio in gara era proprio quel “blue” a stelle e strisce.  E tanto è bastato ad accendere le polveri.

Uno schiaffo al settore

A pochi metri dallo stand di Coldiretti che mostrava   le furbate casearie di molti impuniti produttori americani  (e non solo) di “Parmesan”, “Romano” e “Combozola”, la  vittoria di un (pur rispettabilissimo) formaggio d’oltreoceano è risuonata come uno schiaffo in pieno volto per il settore caseario italiano. Tanto che le reazioni non si sono fatte attendere. Lo stesso Consorzio Grana Padano, a mezzo di una nota firmata dal direttore generale del Consorzio  Stefano Berni,  ha deciso di lasciare da parte per un momento la sportività. Schierato nettamente e apertamente in difesa dei colleghi emiliani.

“La decisione, pur legittima, del Presidente della Giuria di World Cheese Award, svoltosi quest’anno a Bergamo, di decretare vincente sul Parmigiano Reggiano 25 mesi del Caseificio Santo Stefano di Basilicagoiano, un formaggio americano erborinato dell’Oregon, praticamente appena nato, mi lascia stupito” spiega il direttore generale.

“Formaggio neonato, diventi almeno adolescente”

Continua la nota:

(il vincitore, ndr) “è un formaggio neonato, di cui non si conosce storia, prodotto solo da un anno in Oregon, e avvolto in foglie di vite immerse nel brandy di pere che ne condizionano il sapore. Sarà certamente buonissimo, ma occorre aspettare almeno che da neonato diventi adolescente. A mio avviso mai e poi mai potrà battere un prodotto completamente naturale millenario e non manipolato o corretto come un Parmigiano Reggiano di 25 mesi dei prati stabili della Val d’Enza”.

Brexiters e Trump dietro alla vittoria Usa?

Dietro la decisione del presidente della Giuria potrebbero persino esserci simpatie geopolitiche, commenta ancora ironicamente (ma non troppo, forse) Berni. Chiamando in causa anche la guerra dei dazi inaugurata da Donald Trump (LEGGI DI PIU’).

“A decretarne la vittoria è stato il presidente della giuria, giornalista della BBC, che in odore di Brexit forse avrà pensato bene di solidarizzare con i ‘dazisti’ americani – commenta ironicamente Stefano Berni. Valuteremo, come Grana Padano, se continuare anche in futuro ad essere sponsor della manifestazione World Cheese Award – conclude il direttore – che proclama vincitore un erborinato neonato rispetto ad un fantastico Parmigiano Reggiano. E lo dice un ‘granapadanista’”.

 

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