Cronaca
Treviglio

Il dottor Cilluffo presto in pensione, ma Ats nega la deroga

E' stato proprio lui a chiedere ad Ats una deroga vista la situazione emergenziale, ma gli è stata negata. Il 7 febbraio sarà l'ultimo giorno.

Il dottor Cilluffo presto in pensione, ma Ats nega la deroga
Cronaca Treviglio città, 17 Gennaio 2023 ore 12:56

Il 7 febbraio sarà il suo ultimo giorno di lavoro come medico di base: un'altra enorme tegola sui trevigliesi, circa 2mila, che si ritroveranno di nuovo senza assistenza. Senza contare quanti si sono rivolti a lui - promotore della Cad - essendo già privi di medico. Parliamo del dottor Antonino Cilluffo che il prossimo 8 febbraio compirà 70 anni e sarà quindi "d'ufficio" in pensione.

Cilluffo in pensione, niente deroga

E' stato proprio lui a chiedere ad Ats una deroga vista la situazione emergenziale per poter continuare ad assistere le tante persone che ogni giorno si presentano davanti al suo ambulatorio in via Bignamini. Deroga che, al momento, però è stata negata. Così da prossimo mese altri duemila pazienti si ritroveranno di nuovo "orfani". Tra loro anche molti anziani che più di tutti stanno pagando il prezzo di questa situazione insostenibile.

Garantiva la Cad

Al medico, infatti, si sono rivolti tutti coloro che in questi mesi hanno avuto necessità di prescrizioni di farmaci e certificati di malattia a cui Cilluffo ha garantito accesso diretto senza prenotazione. Si stimano almeno un centinaio di persone al giorno, senza contare i suoi pazienti "ufficiali" e quelli dello studio dentistico che continuerà, invece, a essere aperto.

Ancora caos a Treviglio

La speranza, in queste ore, è che il mondo politico e non solo di prenda a cuore la sua richiesta di poter continuare a prestare servizio almeno fino a quando non sarà possibile trovare un sostituto. Questo anche alla luce di quanto è accaduto lo scorso 13 gennaio quando molti trevigliesi hanno passato la notte insonne per riuscire ad accaparrarsi un posto tra i mutuati del dottor Jacopo Roncali da poco entrato in servizio, a cui sono stati affidati però "solo" mille pazienti.

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