Tutti contro il rave

I politici sul rave party di Spino d’Adda

Claudia Gobbato della Lega annuncia un'interrogazione al Governo Conte

I politici sul rave party di Spino d’Adda
Cremasco, 17 Agosto 2020 ore 14:35

Mentre il rave party in corso a Spino d’Adda comincia a svuotarsi, la politica cremasca si interroga sui motivi del “lassismo” della Prefettura.

La voce della Lega

L’onorevole cremasca della Lega, Claudia Gobbato, ha espresso la sua preoccupazione per il rave party organizzato senza autorizzazione.

“Quanto sta accadendo a Spino d’Adda con circa 1.500 ragazzi ammassati da ore per un rave party è pericolosissimo per loro e per la salute pubblica, ed è potenzialmente una ‘bomba ad orologeria’ che potrebbe avere conseguenze gravissime – ha scritto la deputata in un comunicato – Situazioni che mettono in estrema difficoltà cittadini e amministrazioni inerti che nulla possono per contrastare questo fenomeno, già di per sé pericoloso, che in periodo di emergenza sanitaria da Covid-19 diventa ancora più problematico. Ricordo, che parliamo di un territorio già duramente colpito dall’epidemia che con grande sforzo e responsabilità di tantissime persone stava iniziando a rialzarsi. Presenterò un’interrogazione al Governo per chiedere come intenda far fronte a situazioni altamente pericolose come la ‘follia’ di queste ore. Parliamo di un Esecutivo che proprio in queste ore vuole chiedere le discoteche, consentendo invece rave illegali senza nessun controllo e con rischi altissimi di contagio. Tutto questo è intollerabile e qualcuno deve risponderne”.

La voce del PD

Anche il consigliere regionale del Partito democratico Matteo Piloni è intervenuto sulla vicenda, commentando aspreamente il raduno non autorizzato

“Non è possibile una cosa del genere – ha commentato il consigliere – 1500 ragazzi per un evento non autorizzato e che dura da 4 giorni. È inaccettabile. Ma cos’hanno questi ragazzi nella testa? Capisco la voglia di divertirsi ma a tutto c’è un limite. E poi da noi, in un territorio martoriata più di altri. In un paese alle porte di Milano. E soprattutto ci sono mille altri modi per divertirsi. Non è possibile che una cosa del genere non venga interrotta. La mia più totale vicinanza all’Amministrazione comunale di Spino d’Adda e a tutti gli abitanti. Mi auguro che gli organizzatori vengano adeguatamente puniti”.

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