Ecologia

Glifosato nell'acqua, nella Roggia Vignola concentrazioni otto volte sopra i limiti di legge

E’ quanto emerge da un articolo pubblicato sulla rivista scientifica "Scientific Reports".

Glifosato nell'acqua, nella Roggia Vignola concentrazioni otto volte sopra i limiti di legge
Cronaca Treviglio città, 22 Luglio 2021 ore 16:57

La Roggia Vignola è il corso d’acqua lombardo con la più alta concentrazione di glifosato, il diserbante più utilizzato in agricoltura, con una concentrazione otto volte superiore ai limiti fissati dalla normativa.

Glifosato nella roggia Vignola

E’ quanto emerge da un articolo pubblicato sulla rivista scientifica «Scientific Reports», in cui vengono riportati i risultati di una ricerca sviluppata dal gruppo di lavoro interdisciplinare del dipartimento di Scienze e politiche Ambientali e del dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Milano, coordinati da Caterina La Porta, docente di Patologia generale del dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali ed esperta di salute digitale, e Stefano Bocchi, docente di Agronomia dello stesso dipartimento.

I ricercatori sono partiti dai dati geolocalizzati Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione ambientale) del 2018 relativi alle sostanze inquinati presenti nelle acque regionali e hanno individuato le più frequenti combinazioni di sostanze inquinanti, generalmente di origine agricola, alcune delle quali da tempo non più consentite, come gli erbicidi Dichlorophenol e Metolachlor. Altre diffusamente utilizzate come, ad esempio, il glifosato, impiegato sia in agricoltura per il diserbo totale delle maggiori colture erbacee e arboree, sia nelle aree industriali e lungo le infrastrutture stradali. Da questa geolocalizzazione si nota un’importante concentrazione del glifosato nella zona della Roggia Vignola.

La ricerca

I ricercatori, per studiare meglio l'impatto di questi inquinanti, hanno utilizzato l’alga unicellulare C. «reinhardtii», con la funzione di biosensore. Il team ha quindi notato come l’alga manifesti situazioni di stress (con la progressiva comparsa di neoformazioni palmelloidi) in presenza di dosi crescenti di glifosato.

"Questo lavoro utilizza un approccio rigoroso e quantitativo - ha spiegato Caterina La Porta presentando lo studio sul sito dell’Università di Milano - che fornisce una strategia che può essere utilizzata su più vasta scala per studiare l’impatto sinergico degli inquinanti sull’ambiente".

"Questi studi, sviluppati a scala territoriale sulle dinamiche degli ecosistemi - ha aggiunto Bocchi - ci permettono di indagare le tante e complesse sfide del grande tema Global Health della salute del pianeta, un fronte di innovazione che ci spinge a superare i limiti disciplinari per affrontare adeguatamente problematiche sempre più complesse".