Cologno

Gli ospiti della casa di riposto protagonisti dei quadri del Caravaggio

I primi ospiti che si sono messi a disposizione per questo esperimento sono rimasti entusiasti dell’iniziativa.

Gli ospiti della casa di riposto protagonisti dei quadri del Caravaggio
Media pianura, 26 Agosto 2020 ore 10:06

Gli ospiti dell’RsaVaglietti in posa per far rivivere i quadri del Caravaggio. E’ questa la nuova iniziativa della casa di riposo colognese.

L’iniziativa

“Ombre e luci” è un progetto dal forte valore simbolico ed educativo che sta prendendo forma pian piano nella ex ghiacciaia del centro diurno dell’Rsa, che per l’occasione è diventata un vero e proprio set fotografico. In sostanza, alcuni anziani ospiti del centro, così come gli operatori e volontari, si sono prestati a fare da modelli, riproducendo in tutto per tutto 30 opere del Caravaggio. Ad avere per primo l’idea è stato il presidente della struttura Maurizio Cansone, appassionato di fotografia, che si sta prestando direttamente a compiere gli scatti. Ma non solo, è lo stesso Cansone che si occupa del reperimento delle stoffe e di tutti quegli oggetti, abiti e arredi di scena, utili a riprodurre in maniera pedissequa i quadri del pittore bergamasco. La maggior parte di questi sono stati donati, altri acquistati e altri ancora già a disposizione, come i libri antichi dell’archivio storico della fondazione.

Il libro fotografico

Tutti gli scatti prenderanno forma con la stampa di un volume di circa 72 pagine: a fianco di ogni fotografia ci sarà l’immagine del quadro originare, in questo modo i lettori potranno notare la maestria nella riproduzione fedele del dipinto in ogni minimo particolare. Insieme alle fotografie ci saranno alcuni dettagli tecnici e una frase significativa pronunciata da personalità illustri del passato, come quella di Eleanor Roosevelt “I giovani belli sono incidenti di natura, ma gli anziani belli sono opere d’arte”, scelta per aprire il volume fotografico. Oltre al libro, però, si procederà a stampare su tela i trenta quadri fotografici, nel rispetto delle dimensioni dei dipinti originali, dando vita così ad una mostra esposta negli spazi della Rsa, con il sogno di renderla però itinerante. Sarebbe questo un modo per finanziare la fondazione, che dopo la pandemia ha visto accrescere i propri bisogni.

La scelta di Caravaggio

Ma perché proprio Caravaggio? La risposta è semplice. Secondo Cansone infatti, l’arte caravaggesca “rappresenta bene l’atto di prendersi cura”, poiché nei suoi dipinti al centro c’è sempre la persona, che di fatto è la mission della fondazione Vaglietti. Inoltre nei quadri del noto pittore barocco, c’è sempre un gioco di luci con lo sfondo totalmente nero, idealmente simboli di decadimento (l’elemento oscuro), ma pure di rinascita (la zona luminosa). I primi ospiti che si sono messi a disposizione per questo esperimento sono rimasti entusiasti dell’iniziativa e sono in molti a voler diventare protagonisti di un’opera d’arte.

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