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Ecco come gli interinali hanno salvato il Referendum

Tra intoppi, bug di sistema e telefonate infinite il racconto di un finesettimana tragicomico

Ecco come gli interinali hanno salvato il Referendum
Cronaca 28 Ottobre 2017 ore 13:46

Erano circa 7mila i digital assistant assunti dall’agenzia di lavoro interinale «Manpower» per supportare il personale del seggio per qualsiasi problema relativo all’utilizzo dei dispositivi di voto elettronico. In teoria i digital assistant non avrebbero dovuto in alcun modo essere coinvolti nel processo delle votazioni. In realtà è soprattutto grazie a molti di loro se il Referendum ha potuto avere luogo.

Il sabato da incubo prima del Referendum

«In teoria – spiega uno di loro – il nostro ruolo sarebbe stato esclusivamente quello di posizionare il pulsante per il voto, assicurare il cavo a terra con del nastro adesivo per evitare incidenti, inserire il rotolo di carta termica nei dispositivi, inizializzare le voting machine e fare da tramite tra i presidenti di seggio e l’help desk di Regione Lombardia in caso di problemi tecnici». Ma le cose nella Bassa e nel Cremasco non sembrano essere andate proprio così. I problemi sono iniziati già il sabato pomeriggio: «Il protocollo – racconta il digital assistant – prevedeva di scaricare sullo smartphone un programma di criptazione del telefono gestito da una società panamense per trasmettere i dati in sicurezza e accedere a un portale per l’inizializzazione dei tablet. In pochi ce l’hanno fatta. Alla fine la procedura di criptazione è stata abolita e per accedere al portale bastavano una user e una password,inviate tramite una mail».

Troppe richieste all’help desk: “non chiamateci”

Ma i problemi non sono finiti qui: «Il portale è stato attivato soltanto il sabato poco prima dell’una, quando alle 3 dovevamo essere tutti pronti ai seggi – racconta il digital assistant – Subito dopo l’attivazione però, E360 (questo il nome del portale gestito dalla società «Smartmatic») è andato letteralmente in tilt. I tentativi di telefonare all’help desk sono stati vani: i tempi di attesa erano lunghissimi finché è arrivato un messaggio che chiedeva di non contattare il numero verde fino alle 17». Nessuna risposta dalla Regione dunque, né tantomeno da Manpower che, nonostante avesse 7mila lavoratori sul territorio, ha deciso di non tenere aperta nemmeno una delle sue filiali per dare assistenza in caso di problemi.

Diffuse le password segrete

Sull’orlo della disperazione i digital assistant della Bassa e del Cremasco hanno alla fine deciso di creare un gruppo Whatsapp per darsi una mano l’un l’altro e riuscire finalmente ad attivare i dispositivi. Ma non è finita qui. Manpower, sottostimando evidentemente le capacità intellettive delle persone selezionate, ha inserito in anticipo i rotoli di carta termica nei dispositivi. Peccato che la carta termica tema l’umidità e che lo scorso weekend non sia stato tra i più asciutti dell’autunno. E così, dopo l’inzializzazione, la stampa del pin segreto a sei cifre, diverso per ogni dispositivo, non è andata a buon fine. La carta si è raggrinzita e il codice era illeggibile. Ed ecco che qualcuno, entrato in possesso del codice mastro che consentiva lo sblocco di tutte le voting machine, ha deciso di diffonderlo via whatsapp. Dopo ore di empasse, finalmente, l’Epifania: «898906 per modificare le impostazioni». Un unico codice, uguale per tutti, diffuso via chat il giorno prima del voto. Un codice che ha permesso ai digital assistant di accedere alle funzioni teoricamente riservate al presidente del seggio.  In barba alla società panamense, alla criptazione e alla sicurezza.

“Se non avessimo fatto così saremmo ancora ai seggi”

«Non è stato corretto dal punto di vista procedurale – commenta il digital assistant – ma se ci fossimo limitati a fare soltanto quello che ci avevano detto durante il corso a quest’ora i seggi sarebbero probabilmente ancora aperti». Insomma, se siamo riusciti a fare questo referendum, lo dobbiamo soprattutto alla capacità e all’iniziativa di 7mila giovani che, anche se sono stati considerati dai datori di lavoro intellettualmente pari a dei primati, sono riusciti in qualche modo a risolvere «il pasticciaccio brutto» combinato da Regione e Manpower. Il racconto è quello di un sabato pomeriggio tragicomico, quasi Marcovaldiano.

“Prendiamo i soldi e non pensiamoci più”

Meglio (forse) è andata ai ragazzi del turno «B» che il sabato sera si sono presentati puntuali al lavoro. Ma che, in molti casi, hanno trovato i seggi già chiusi. Sono arrivati, hanno timbrato e sono tornati a casa. Dopo lo sconcerto iniziale hanno capito che, visto che sarebbero stati pagati in ogni caso (giustamente, ndr) per l’intero turno di lavoro, non valeva la pena arrabbiarsi. Alla fine, come scrive uno di loro: «E’ una gran cazzata…cerchiamo di chiudere le giornate e prenderci due soldi così non ci pensiamo più». Soldi che dovrebbero arrivare entro il 15 novembre. Insieme al buono per il pranzo di domenica.
“Quando domenica sono andato a mangiare, la tessera su cui avrebbero dovuto esserci i 6,70 euro del buono pasto era vuota. Lunedì ho chiamato Manpower per chiedere delucidazioni. Mi hanno detto che non mi era stato accreditato il buono per evitare che lo spendessi senza magari presentarmi al lavoro. Mi hanno detto che ora la tessera è carica e che posso spendere il buono fino al 15 novembre. Peccato che io ne avessi bisogno domenica”.

Aggiornamento: ci scrive Manpower

“Manpower è stato incaricato da Diebold Nixdorf di ricercare, selezionare, formare (sulla base delle indicazioni e dei contenuti ricevuti dallo stesso Cliente) e assumere i Digital Assistant (DA), che hanno supportato l’attività di voto all’interno dei seggi elettorali delle 12 provincie della Regione Lombardia.  Come da accordi con il proprio cliente, Manpower ha provveduto ad inviare ad ogni DA tramite email i codici di accesso personali (login e password ) per accedere alla piattaforma E360 e non ha avuto nessun ruolo né nelle attività di predisposizione e gestione delle le voting machine, né in quelle della piattaforma E 360, né nelle attività di supporto tecnico-operativo. Relativamente ai ticket restaurant, come previsto dal contratto, le carte saranno caricate a consuntivo in base alle ore effettive di lavoro prestate da ciascun DA ed erogate contestualmente all’emissione della busta paga”.