Pagazzano

Gli affreschi del "Palazzetto" del Castello sono salvi (per ora)

L'appuntamento è per venerdì 10 giugno alle 17 in Castello, con un incontro con gli sponsor, le autorità e la Soprintendenza.

Gli affreschi del "Palazzetto" del Castello sono salvi (per ora)
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Gli affreschi del "Palazzetto" del Castello di Pagazzano sono salvi. Almeno per ora. Il merito è degli sponsor e della raccolta fondi organizzata dal Gruppo Civiltà Contadina che ha permesso l'intervento ormai necessario per scongiurare il rischio di perdere i meravigliosi affreschi racchiusi nel maniero visconteo.

Progetto Sos: Salviamoli o spariranno

Ora, terminati i lavori, il Gruppo Civiltà Contadina può mostrare ai finanziatori come siano stati (ben) utilizzati i fondi messi a disposizione presentando gli interventi effettuati. L'appuntamento è per venerdì 10 giugno alle 17 in Castello, con un incontro con gli sponsor, le autorità – in primis il Comune di Pagazzano che è proprietario del castello dal 2000 – e la Soprintendenza durante il quale la restauratrice Ingrid Pasinetti illustrerà con video e immagini le opere compiute per la messa in sicurezza degli affreschi.

Le condizioni degli affreschi prima dell'intervento

Affreschi in salvo grazie alle donazioni

Tra gli investitori spicca la sensibilità dimostrata dalla Fondazione Bergamasca che, con la propria donazione di quasi 3mila euro, ha coperto gran parte dei costi necessari al consolidamento.

"Siamo molto contenti ed orgogliosi che il nostro progetto abbia incontrato questa sensibilità da parte anche della Fondazione Comunità Bergamasca – ha commentato Fulvio Pagani, presidente del Gruppo Civiltà Contadina - Per nostra fortuna, per fortuna degli affreschi e dei visitatori che affollano il castello ci sono venuti in soccorso la Fondazione ed i privati cittadini cui va il nostro più sincero ringraziamento".

L’intervento ha riguardato l’ala cosiddetta del “palazzetto nobile”, ovvero l’ala ovest del castello che, da quanto emerso, vanta ampie superfici affrescate interne ed esterne, seppur di autore ignoto, datate presumibilmente XVI – XVII secolo e ricoperte da diverse mani di scialbo. Tra i donatori, un’altra figura merita una citazione: una sensibile donatrice d’oltralpe, raggiunta grazie alla condivisione dell’iniziativa “Salviamo gli affreschi del palazzetto” sulla pagina Facebook del Gruppo Civiltà Contadina.

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